Debito pubblico vola: “pesa” per oltre 45mila euro a cittadino (neonati inclusi)

A giugno sfiora 2700 miliardi. Ma la buona notizia è che il PIL corre come negli anni '70

Nuovo record del debito pubblico italiano che a giugno è aumentato di circa 9,2 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.696,2 miliardi. Il fabbisogno (15 miliardi) e l’effetto di scarti e premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (che hanno complessivamente aumentato il debito per 0,9 miliardi) hanno più che compensato la riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (6,8 miliardi, a 84,4). Numeri “monstre” quelli comunicati ieri dalla Banca d’Italia.

Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 9,3 miliardi, mentre quello delle amministrazioni locali e’ diminuito di quasi 0,2 miliardi; il debito degli enti di previdenza e’ rimasto sostanzialmente invariato. La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia e’ stata pari al 23 per cento (22,7 nel mese precedente); la vita media residua del debito e’ rimasta stabile a 7,5 anni.

Debito, quanto pesi?

 Il debito pubblico dell’Italia pesa per ben 45.499 euro a cittadino residente, neonati inclusi, e in un solo mese ha registrato una crescita pari a +359,5 euro a famiglia. Così il Codacons, commentando i dati diffusi oggi da Bankitalia relativi al debito registrato a giugno.

“Il debito pubblico continua ad aumentare, e rappresenta una zavorra pesantissima per il paese di cui faranno le spese le generazioni future – spiega il presidente Carlo Rienzi – L’emergenza Covid allarga ancor di più la voragine, al punto che oggi su ogni singolo cittadino italiano, neonati compresi, il debito pesa per oltre 45mila euro”.

Rienzi parla di “situazione insostenibile da affrontare e che peggiora di mese in mese: rispetto a maggio il debito pubblico è cresciuto infatti di 9,2 miliardi di euro, con una incidenza pari a +359,5 euro per ogni singola famiglia italiana: un buco nero di cui non si vede purtroppo la fine”.

La corsa del PIL 

Fin qui la cattiva notizia ma ce n’è anche una decisamente buona. Italia e  Spagna si avviano a registrare nell’anno in corso il ritmo più rapido di espansione economica, sui livelli di fine anni’70, con un rimbalzo che aiuterà i due paesi a superare la profonda recessione in cui sono piombati causa pandemia.

Il prodotto interno lordo della Spagna dovrebbe crescere del 6,2%nel 2021, mentre lo Stivale registrerà un tasso del 5,6% secondo un sondaggio Bloomberg fra economisti. Un aumento rispettivamente di 0,3 e 0,6 punti percentuali rispetto al precedente sondaggio diffuso a luglio.

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