Dazn verso lo stop alla doppia utenza. Cosa cambia per i tifosi

Probabile stop alla doppia utenza contemporanea per ogni abbonamento. Niente più partite in contemporanea su due dispositivi con un solo abbonamento.

Svolta della piattaforma Dazn, che detiene i diritti di trasmissione tv della Serie A fino al 2024: con ogni probabilità non sarà più possibile la “concurrency”, ossia l’accesso ai contenuti in contemporanea da due diversi device. Un cambio di paradigma che spiazza molti tifosi, che proprio grazie alla cuncurrency avevano avuto accesso ai contenuti della Serie A nelle ultime settimane.

Stop cuncurrency

Al momento la piattaforma di streaming permette la concurrency, ovvero la possibilità di usare due dispositivi diversi (anche visualizzando lo stesso contenuto) contemporaneamente con un solo abbonamento. Possibilità destinata ad essere cancellata. Dazn vuole mettere fine a questa pratica: sarebbero in partenza le comunicazioni agli abbonati che devono essere informati per avere la possibilità di esercitare il recesso, entro 30 giorni.

Il tutto, quindi, dovrebbe essere completato entro la fine dell’anno. Dazn, al momento, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito a quanto riportato da Il Sole 24 Ore.

Il valore dei diritti tv

La mossa ha anche l’obiettivo di salvaguardare il valore dei diritti tv della Serie A. Da Dazn si lascia filtrare che tale mossa viene considerata anche nell’interesse della Lega Serie A e dei presidenti dei club di calcio, perché in questo modo si colpisce l’utilizzo fraudolento degli accessi a Dazn e si arresta un fenomeno che riduce inevitabilmente il valore dei diritti.

Il problema pirateria

Naturalmente i diritti televisivi ed il loro valore economico sono strettamente legati al fenomeno della pirateria. La concurrency, secondo quanto regolamentato nelle condizioni contrattuali, dovrebbe permettere la condivisione dell’abbonamento solo in “ambito familiare”. Tuttavia, in rete si sono moltiplicate le piattaforme che permettono di condividere lo stesso abbonamento – che sia Dazn, Netflix, Disney+ o altro – con un altra persona, anche del tutto estranea all’ambito familiare. Secondo dati interni a Dazn, sarebbero mediamente il 20% gli utilizzi “fraudolenti” della concurrency. E dunque l’addio alla cuncurrency, sul piano strettamente commerciale, potrebbe anche voler dire una spinta in termini di nuovi abbonamenti.

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