Dalle utenze di cittadinanza al modello Macron: le proposte contro il caro-energia

Intanto, gli industriali lanciando l'allarme energia calcolano extra-costi per 40 miliardi di euro: "a repentaglio la sicurezza e la tenuta sociale nazionali"

Continua a tenere banco il tema del caro energia che preoccupa famiglie e imprese in vista di un autunno che si annuncia caldissimo.

Caro bollette, pressing trasversale su Draghi

Tanto che – nonostante le prossime elezioni – i partiti sembrano disposti a seppellire l’ascia di guerra almeno su questa emergenza mentre prosegue il pressing trasversale su Draghi per “agire subito sulle bollette”. Tante al momento le proposte avanzate dai partiti.

Salvini e il modello Macron

“Litighiamo su tutto, ma sulle bollette di luce e gas apriamo subito il Parlamento e mettiamo un tetto agli aumenti” e “basta copiare la Francia di Macron”, perché “questa è un’altra guerra e i lavoratori rischiano di morire con le aziende chiuse”, ha detto ieri il segretario della Lega che chiede di mettere sul piatto almeno 30 miliardi durante un incontro elettorale a Cammarata, nell’Agrigentino, ricordando che “questa è la proposta della Lega”.

Di “intervento improcrastinabile sia italiano che europeo per bloccare le bollette e fermare la speculazione in corso sull’energia prodotta da rinnovabili” ha parlato anche il segretario del Pd, Enrico Letta su Twitter.

Meloni lancia l’utenza di Cittadinanza

Non senza lanciare l’ennesima stoccatina al veleno nei confronti del Rdc, Giorgia Meloni, lancia l’idea delle “utenze di cittadinanza, più che il reddito di cittadinanza”. E aggiunge: “Sono disponibile ad andare domani in Parlamento per trovare una soluzione con tutti i partiti”.

“Sospensione dell’Ets; sganciamento del prezzo delle rinnovabili; 10 miliardi sulle energivore e gasivore; il rigassificatore di Piombino ed estendere i sostegni in essere”, è invece la strada tracciata dal leader di Azione, Carlo Calenda mentre Conte, sponda M5s, torna a ribadire la necessità di un Recovery Fund energetico.

Allarme degli Industriali

Il tema, intanto, è particolarmente sentito anche dagli industriali che lanciando l’allarme energia calcolano extra-costi per 40 miliardi di euro. Se ne è parlato durante un incontro straordinario tra i presidenti Annalisa Sassi (Confindustria Emilia-Romagna), Francesco Buzzella (Confindustria Lombardia), Marco Gay (Confindustria Piemonte), Enrico Carraro (Confindustria Veneto) e gli Assessori allo Sviluppo Economico Vincenzo Colla (Emilia-Romagna), Guido Guidesi (Lombardia), Andrea Tronzano (Piemonte) e Roberto Marcato (Veneto).

Il caro energia, in assenza di quelle misure di contenimento dei prezzi richieste da mesi dalle imprese, “sta paralizzando il sistema industriale italiano con il forte rischio di deindustrializzare il Paese e mettendo a repentaglio la sicurezza e la tenuta sociale nazionali”.