Da caro bollette a riforma pensioni: riparte il Governo Draghi

Tra tante incognite e scadenze da rispettare anche in ottica PNRR. Con una grana in più: ad analisti ed osservatori non è sfuggito che la maggioranza è uscita dal confronto per l'elezione del Capo dello Stato decisamente indebolita.

Dal PNRR al dossier pensioni passando per la difficile gestione dei decreti di prossima scadenza. Archiviata – non senza strascichi – la partita Quirinale, per l’esecutivo guidato da Mario Draghi è già tempo di pensare alle prossime tappe. 

Con una grana in più: ad analisti ed osservatori non è sfuggito che la maggioranza è uscita dal confronto per l’elezione del Capo dello Stato decisamente indebolita, con due partiti, Cinquestelle e Lega, che rischiano di implodere. Sullo sfondo (neanche troppo)  le elezioni politiche del 2023 che si avvicinano a grandi passi, rischiando di aggiungere incertezza a un quadro che, invece, mai come ora ha bisogno di stabilità.

Caro bollette inguaia l’esecutivo

A testare subito la tenuta dell’esecutivo toccherà al nuovo decreto “sostegni ter” con la stretta sui bonus edilizi e su quelli Covid e, soprattutto, le misure contro il caro bollette, che – si sa – sono insufficienti. Quello che invece non si sa è come “aggiustare” la coperta, sempre troppo corta.

Pensioni, al via cantiere riforma

Decisamente complicato anche il riassetto della previdenza. L’obiettivo ampiamento dichiarato è rivedere in chiave più flessibile la Legge Fornero quando alla fine di quest’anno si sarà esaurita Quota 102, la soluzione ponte adottata dal Governo per prendere tempo. Intenzione dell’esecutivo restare nel solco del metodo contributivo, ipotesi che però non soddisfa i Sindacati nè la Lega, in pressing per lasciare la soglia minima di pensionamento a 62-63 anni.

L’altra priorità in cima alla lista di Palazzo Chigi si chiama PNRR, che – ormai non è mistero – è stata la pietra tombale sulle ambizioni “quirinalesche” di Draghi.100 obiettivi  da centrare nel 2022 per mettere le mani su seconda e terza tranche di prestiti e finanziamenti a fondo perduto per un totale di 45,9 miliardi lordi (40 al netto del prefinanziamento): l’esborso più sostanzioso tra quelli previsti nell’intero arco del piano Next Generation Eu.

PNRR, quando arriva la prossima tranche?

Non a caso nel Consiglio dei Ministri in programma oggi si farà anche il punto sullo stato di attuazione del PNRR. Nel brevissimo incontro di lunedì Draghi ha chiesto a tutti i ministri di indicare lo “stato di attuazione degli investimenti e delle riforme di competenza, segnalando l`eventuale necessità di interventi normativi e correttivi”.