Crisi energetica, si rischia ben più del caro bollette e di un inverno al gelo

Prospettive e rischi di una crisi inattesa che doppia quella della pandemia

E’ di nuovo corsa al rialzo per i prezzi alla pompa di benzina, diesel e Gpl, che hanno raggiunto livelli esorbitanti, non solo in Italia, ma anche nel resto d’Europa e nel mondo.

Ne è un esempio la sollecitazione di Pechino alle aziende di Stato di accaparrarsi “a tutti i costi” le forniture di gas per l’inverno. Un sintomo della scarsità di stoccaggi che si è già abbattuta sull’Europa ed in particolare in Gran Bretagna, costretta a farsi rifornire dalla Norvegia tramite cavo sottomarino per evitare la paralisi totale.

Ma cosa sta accadendo in Europa e quali ne saranno le conseguenze?

Petrolio e carburanti alle stelle: bollette più salate

Il prezzo del petrolio è lievitato ancora la scorsa settimana, raggiungendo un livello di 80 dollari al barile, salvo oggi ritracciare in attesa di un allentamento della stretta Opec+ di almeno 400mila barili, ma anche il gas è lievitato molto, tanto da raggiungere i 34 dollari per milione di BTU.

Aumenti generalizzati anche per le benzine, che alla “pompa” hanno raggiunto nuovi massimi, con un ritocco al rialzo di benzina e diesel e più marcato di Gpl e metano sia sul servito che sul Self.

Il metano nel Nord Italia ha addirittura superato i 2 euro per Kg, riflettendo gli aumenti che si sono riversati in bolletta, che il Governo ha tentato di “mitigare” con bonus e tagli delle componenti di sistema.

Perché sta aumentando il prezzo del gas?

Le ragioni dell’aumento del gas sono molte, ma la principale ha a che fare con i disinvestimenti effettuati dalle aziende energetica durante la pandemia e sull’effetto boomerang scatenatosi con una ripresa che si è rivelata ben più forte e rapida delle attese.

Poi ci sono le minori forniture della Russia ed una concorrenza cinese che non si sospettava e che è scaturita dalla carenza di carbone per alimentare le industrie manifatturiere.

Quel che è certo è che ora le navi container che trasportano Lng (gas naturale liquefatto) sono letteralmente prese d’assalto e la pressione delle domanda sta facendo volare i prezzi.

Il rischio va ben oltre quello di un inverno troppo rigido

Guardando più in là nel futuro il rischio legato all’aumento dei prezzi delle materie prime energetiche va ben oltre la difficoltà di riscaldarsi il prossimo inverno o il costo crescente della bolletta energetica.

Il principale rischio si chiama stagflazione, che in economia è quella situazione in cui l’alta inflazione è legata ad una fase di rallentamento dell’economia piuttosto che di espansione. Perché? La mancanza di materie prime energetiche creerà dei vincoli alla crescita che rallenterà inesorabilmente per mancanza di materie prime, metre i prezzi resteranno artificialmente alti, costringendo le banche centrali a chiudere i rubinetti della politica monetaria e far rallentare ancor di più l’economia. Un cul-de-sac da cui difficilmente si esce e che fa fare all’economia un salto indietro di cinquant’anni gli shock petroliferi degli Anni Settanta.

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