Crisi d’impresa, procedura composizione al via senza gli esperti

Attiva la nuova procedura di composizione negoziata sulla "Crisi d'impresa" per aiutare le società a superare situazioni di squilibrio prima che si trasformino in insolvenza.

Dal 15 novembre è attiva la nuova procedura di composizione negoziata introdotta dal decreto legge 118/2021 sulla “Crisi d’impresa” per aiutare le società a superare situazioni di squilibrio prima che si trasformino in insolvenza.

Mancano gli advisor indipendenti

Si prospetta però un avvio lento visto che ad oggi mancano gli “esperti indipendenti”, quelle figure – professionisti o manager – incaricate di affiancare l’imprenditore nell’individuare una strategia di risanamento e nelle trattative con i creditori. Come riporta il Sole 24 Ore, infatti, gli elenchi regionali tenuti dalle Camere di commercio sono ancora sguarniti, a causa dei tempi stretti per conseguire la formazione obbligatoria di 55 ore (il decreto con le norme operative è del 28 settembre).

Secondo Unioncamere l’impasse è solo temporanea. L’Ente pubblico ha infatti assicurato che sono già partiti i corsi attivati dagli Ordini, oltre a quelli privati, e tra 6 mesi gli esperti abilitati saranno circa 40mila su 10mila domande delle imprese attese l’anno.

Piattaforma già online: ecco come è fatta

Da ieri è invece online la nuova piattaforma telematica nazionale realizzata dal sistema delle Camere di commercio. La piattaforma è composta da 2 aree, una pubblica e una riservata. Nella sezione pubblica gli imprenditori potranno svolgere il test facoltativo per valutare le chance di risanare l’azienda, oltre a consultare le informazioni sul nuovo strumento. Nella parte riservata sarà invece possibile presentare l’istanza.

La procedura di crisi

L’iter previsto per l’accoglimento della domanda dovrebbe essere molto veloce: a regime, entro 2 giorni dovrà essere trasmessa alla commissione istituita ad hoc presso le Camere di commercio, che entro 5 giorni lavorativi dovrà nominare l’esperto. Anche le trattative che seguiranno – se l’esperto valuterà possibile il risanamento – si svolgeranno a ritmi serrati: l’incarico all’esperto durerà 180 giorni, prorogabili, a certe condizioni, di altri 180.

In base a quanto previsto dallo strumento, l’imprenditore mantiene la gestione ordinaria e straordinaria dell’azienda. Può seguire le trattative anche con propri consulenti: la figura dell’esperto è infatti terza e indipendente che lo affianca senza sostituirlo. Un elemento di grande appeal per l’imprenditore che a differenza di altri strumenti di regolazione delle crisi, non è spossessato del patrimonio. Resta ferma la condizione che la gestione non deve recar danno ai creditori. Può inoltre chiedere misure protettive del patrimonio che blocchino o limitino le azioni dei creditori (la decisione spetta al tribunale). E se non vengono individuate strategie di risanamento in continuità, il lavoro fatto aprirà agli imprenditori la possibilità di ricorrere al nuovo istituto del concordato semplificato, che permette l’omologa del tribunale senza voto dei creditori.

Le agevolazioni fiscali

Più complessa la valutazione delle agevolazioni fiscali (riduzione di debiti e sanzioni) la cui convenienza va esaminata alla luce del fatto che non è possibile ricorrere alla transazione fiscale e contributiva che potrebbe essere utile considerare soprattutto in caso di debiti rilevanti. Vanno valutati inoltre anche i costi – a partire da quelli dell’esperto (da 4mila a 400mila euro in base all’attivo dell’impresa debitrice) – e la norma che stabilisce che l’accesso alla procedura non può causare la revoca degli affidamenti bancari: una sottolineatura che fa però trasparire il rischio di chiusura dei rubinetti del credito. Si tratta quindi di una procedura tutta nuova e da testare.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Crisi d’impresa, procedura composizione al via senza gli esperti