Covid: stop colori, Regioni chiedono restrizioni solo per non vaccinati

Le Regioni sono pronte a chiedere al governo restrizioni per i non vaccinati, con l'obiettivo di evitare regole generali in caso di passaggi in zona gialla o arancione per l'eventuale aumento dei contagi.

Il Covid ha rialzato la testa e riprende a correre in tutta Europa, soprattutto laddove il numero di vaccinazioni è più basso e le misure di contenimento più blande. Difficile dire se ci sarà o meno un altro lockdown , ma ciò che emerge con chiarezza una volta di più è che, senza i vaccini, oggi la situazione sarebbe nuovamente drammatica, com’è già stata. Tanto che da qualche tempo si parla di pandemia dei non vaccinati.

Indice di replicazione

L’indice di replicazione, stimato dal Gruppo di Lavoro MADE dell’Associazione Italiana di Epidemiologia sui dati del 13 novembre, è pari a 1.42 e superiore a 1 in tutte le Regioni, indicando una significativa accelerazione nella diffusione dei contagi che, a parità di condizioni potrebbe portare tra 2 settimane a un cambiamento significativo: 5 Regioni potrebbero superare la soglia del tasso di incidenza settimanale di 250 casi per 100mila e altre 8 potrebbero arrivare sopra 150 casi per 100mila.

Mentre il governo pensa a una rimodulazione del green pass con tante novità in arrivo, le 5 Regioni che potrebbero finire in zona gialla nelle prossime 2 settimane sono:

  • Friuli Venezia-Giulia
  • Veneto
  • Valle d’Aosta
  • Liguria
  • Provincia autonoma di Bolzano

Le Regioni chiedono restrizioni per i non vaccinati

Con la prospettiva di un possibile ritorno alla divisione in zone e colori, con le conseguenti limitazioni, le Regioni alzano la voce e chiedono di seguire il modello Austria, dove da lunedì il lockdown riguarda solo i non vaccinati. ”Ero al telefono con Fedriga fino a pochi minuti fa. Quello che deve essere chiaro a tutti è che chiederemo come Regioni che le misure restrittive legate alle fasce di colore, se devono valere per qualcuno, valgano per le persone che non hanno fatto il vaccino e non per le persone che lo hanno correttamente fatto”, ha detto il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti, a margine dell’inaugurazione del salone ‘Orientamenti’, facendo riferimento ai contatti con Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della conferenza delle Regioni.

”Non vorrei riparlare di chiusure – ha precisato ancora – ma se qualcuno deve essere convinto sono coloro che non si sono vaccinati, se le misure devono essere prese devono essere prese solo per i non vaccinati e non certo per chi ha fatto fino in fondo il suo dovere”.

Green pass a due velocità

”No a chiusure che farebbero danni gravissimi al Paese. Meglio un green pass a due velocità: con il vaccino che vale per tutto, con il tampone solo per lavoro e attività essenziali”, aveva scritto Toti su Facebook postando un’intervista al ‘Corriere della Sera’. ”Se i dati peggioreranno, è una strada da percorrere. Chi si è vaccinato, proteggendo sé stesso e la sua famiglia, ha diritto di vivere una vita normale – aveva aggiunto il governatore – Chi no, con il tampone potrà solo accedere ad attività essenziali alla sopravvivenza: potrà lavorare, fare acquisti indispensabili (alimentari, farmaceutici) ma non frequentare luoghi dove mette a rischio la propria salute e anche quella altrui”.

Dl Green Pass, Governo pone fiducia alla Camera

Il ministro dei Rapporti con Il Parlamento, Federico D’Incà, ha posto alla Camera la fiducia sul ddl di conversione in legge del cosiddetto decreto Green Pass, che contiene le misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde Covid 19 e il rafforzamento del sistema di screening. Il decreto è già stato approvato dal Senato.

Green pass, Costa: “Ragionevole pensare a riduzione durata”

Sulla possibilità che il Governo intervenga sulla durata del Green pass, “la riflessione è in corso. L’evidenza scientifica ha stabilito che con il passare del tempo c’è una riduzione del livello immunitario. E’ ragionevole quindi pensare ad una riduzione della durata del Green pass”. Lo ha ribadito il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, ospite di ‘Radio Anch’io’ su Rai Radio 1. Sulla possibilità di un ritorno all’obbligo della mascherina all’aperto, come accaduto nel comune di Aprilia (Latina) a causa di un rialzo dei contagi, il sottosegretario spiega che l’ipotesi “non è ancora sul tavolo” del ministero. “Valuteremo nelle prossime settimane. Se ci sarà bisogno di restrizioni ci prenderemo la responsabilità, ma a oggi non è il tema”, ha detto Costa.

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