Covid, la scuola si divide sul vaccino. Presidi: “Introdurre obbligo per prof e studenti”

Presidi: "Introdurre obbligo per prof e studenti". L'obiettivo è di arrivare almeno a 180-190mila vaccinati raggiungendo una copertura di oltre l’80% degli operatori scolastici.

Se il nuovo anno scolastico ricomincerà all’insegna della didattica a distanza sarà a causa dei 215mila docenti che rifiutano il vaccino. Per tale ragione la strategia messa in campo congiuntamente dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e dal commissario straordinario per l’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo per scongiurare un altro anno, il terzo, in dad prevede di convincere gli insegnanti “no vax” della necessità di immunizzarsi. L’obiettivo è di arrivare almeno a 180-190mila vaccinati raggiungendo una copertura di oltre l’80% degli operatori scolastici, incrementando anche le somministrazioni per i giovani dai 12 ai 19 anni.

“Sulla scuola – ha affermato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro – la scommessa è vaccinare più possibile specie nell’ottica delle varianti che non possiamo escludere a priori possano diventare una minaccia molto seria. L’auspicio è che per settembre-ottobre si possa raggiungere una copertura vaccinale che funzioni come scudo”.

In base all’ultimo report del governo, sono 1.063.903 i professori e il personale scolastico vaccinato, ma ancora 216.221 che non hanno fatto la prima dose. In questa fascia due settimane fa ce ne erano 235.899 e 7 giorni fa 227.537. Significa che in 15 giorni sono stati raggiunti meno di 20mila professori. Se poi si guardano i dati delle singole Regioni, 5 oltre alla provincia di Bolzano hanno una percentuale di docenti senza alcuna copertura sopra il 25%, dunque uno su 4. La classifica è guidata dalla Sicilia, dove la percentuale è al 43,58%, seguita da Alto Adige (38,53%), Sardegna (33,30%), Calabria (32,85%), Liguria (26,93%) e l’Umbria (25,27%). Indietro anche la provincia di Trento e il Piemonte, che devono fare la prima dose rispettivamente al 23,53% e al 23,06%. Ancora più bassi i numeri nella fascia 12-19 anni. Su una platea di 4,6 milioni, 179mila hanno completato il ciclo vaccinale (il 3,87%) e 994mila hanno fatto la prima dose (il 21,48%) ma 3,8 milioni di ragazzi sono completamente scoperti.

In tale scenario sulla vaccinazione di professori e studenti prende posizione il sindacato dei presidi DirigentiScuola, che ha indetto per oggi un sit-in sotto il ministero dell’Istruzione per dire no alle classi pollaio e alla Dad. “Proporrei l’obbligatorietà per quegli insegnanti che non si sono ancora immunizzati, come per i medici – afferma il presidente del sindacato Attilio Fratta –. Se una persona costituisce un pericolo sociale deve essere allontanata. Stesso discorso vale per gli studenti: i vaccini salvano le vite, di tutti. Quindi bene all’immunizzazione per la fascia che va dai 12 ai 16 anni”. Un’ipotesi quella di introdurre l’obbligo vaccinale per il personale scolastico e gli studenti definita “non plausibile” dal ministro dell’Istruzione. “Non c’è l’obbligo di sottoporsi alla somministrazione – sottolinea Bianchi –. Ricordo però che la Costituzione riconosce i diritti individuali ma anche la necessità e il dovere della solidarietà. Siamo in grado di vaccinare tutto il Paese entro settembre, chi non lo vuole fare deve esprimerlo di fronte al Paese, ma si deve porre anche il problema della comunità, perché il Paese non riparte se non c’è il senso di responsabilità collettiva che è il cuore stesso della scuola”.

“In Italia – gli fa eco il sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso – per quello che mi riguarda, non esiste alcun obbligo vaccinale, compresi gli studenti. Per i minori di 12 anni non esiste alcun vaccino che sia certo. Comunque auspichiamo che i lavoratori della scuola, quel 15% che ancora non l’ha fatto, si possa vaccinare per evitare proprio le chiusure”.

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