Codice appalti, via libera alla riforma: da quando entra in vigore?

Salvini soddisfatto: "l’iniziativa più importante da 55 giorni a questa parte da quando abbiamo giurato"

Approvata in consiglio dei Ministri la riforma del codice degli appalti che si applicherà a tutti i nuovi procedimenti a partire dal 1 aprile 2023. ,Grande soddisfazione espressa dalVicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti,Matteo Salvini, intervenuto in conferenza stampa presso la sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio , insieme al sottosegretario alla presidenza, Alfredo Mantovano.

Codice appalti, via libera in CdM

“La migliore battaglia alla corruzione e al malaffare che ci possa essere, più breve l’iter meno uffici devi girare più rapido è l’appalto più difficile per il corrotto incontrare il corruttore. Il nuovo Codice degli appalti aiuta i piccoli comuni, dimezza le garanzie chieste alle imprese”, ha detto Salvini che ha parlato di ” passaggio importante, definendola “l’iniziativa più importante da 55 giorni a questa parte da quando abbiamo giurato. Questo nuovo codice dovrà tagliare burocrazia, sprechi, dovrà offrire più lavoro, viene incontro alle Pmi, permetterà di aprire cantieri in tempi più veloci. E creerà posti di lavoro”.

Salvini soddisfatto

Accanto a lui Mantovano il quale ha spiegato che l’Anac “ha un ruolo all’interno del codice appalti coerente con la sua funzione, erano previste delle prerogative che poi sono state eliminate nel testo varato dal Cdm. Questa non è l’ultima parola” ,ha aggiunto, durante l’iter parlamentare “tutti quelli che hanno titolo di formulare proposte migliorative” potranno farlo.

I rilievi Anac, Mantovano precisa

Mantovano ha anche voluto sottolineare che c’è stata “assoluta concordanza” tra Consiglio di Stato e governo nella stesura del codice appalti, “tutti questi conflitti non li vedo” ma “saremo lieti di leggere” i rilevi dell’Anac “una volta che ci invieranno le loro considerazioni”.

Meloni, Governo mantiene impegni presi

Con l’approvazione della riforma del Codice degli appalti il Governo mantiene un altro impegno preso con gli italiani. Un provvedimento organico, equilibrato e di visione, frutto di un lavoro qualificato e approfondito, che permetterà di semplificare le procedure e garantire tempi più veloci. E che rappresenterà anche un volano per il rilancio della crescita economica e l’ammodernamento infrastrutturale della Nazione. Il Governo ringrazia il Consiglio di Stato per il grande lavoro svolto e che ha contribuito al raggiungimento di questo importante risultato”: queste le parole del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo l’ok in CdM.

Le novità

Appalto integrato, norme per stabilizzare le procedure per gli affidamenti sotto la soglia europea, introduzione del ‘general contractor’. Sono queste le principali novità introdotte nella riforma del codice degli appalti, con un decreto legislativo in attuazione della legge delega approvato oggi dal Consiglio dei Ministri in esame preliminare. In particolare, spiega il comunicato di Palazzo Chigi, per i lavori si reintroduce la possibilità dell’appalto integrato senza i divieti previsti dal vecchio Codice.

Il contratto potrà quindi avere come oggetto la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori sulla base di un progetto di fattibilità tecnico-economica approvato. Sono esclusi gli appalti per opere di manutenzione ordinaria. Con questa disposizione, come ha spiegato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, si supportano i Comuni di piccole e medie dimensioni che spesso non hanno la capacità progettuale dei Comuni più grandi.

Appalto integrato e general contractor

Nel dlg anche le misure per stabilizzare le procedure di affidamento sotto la soglia europea. In sostanza si adottano stabilmente le soglie previste per l’affidamento diretto e per le procedure negoziate nel cosiddetto decreto “semplificazioni Covid 19” (decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76). Previste eccezioni, con applicazione delle procedure ordinarie previste per il sopra-soglia, per l’affidamento dei contratti che presentino interesse transfrontaliero certo. Si stabilisce il principio di rotazione secondo cui, in caso di procedura negoziata, è vietato procedere direttamente all’assegnazione di un appalto nei confronti del contraente uscente. In tutti gli affidamenti di contratti sotto-soglia sono esclusi i termini dilatori, sia di natura procedimentale che processuale.

Altra importante novità riguarda la reintroduzione della figura del “general contractor”, cancellata con il vecchio Codice. Con questo tipo di contratto, l’operatore economico “è tenuto a perseguire un risultato amministrativo mediante le prestazioni professionali e specialistiche previste, in cambio di un corrispettivo determinato in relazione al risultato ottenuto e alla attività normalmente necessaria per ottenerlo”. L’attività anche di matrice pubblicistica da parte del contraente generale (per esempio quella di espropriazione delle aree) consente di riconoscere nell’istituto una delle principali manifestazioni applicative della collaborazione tra la pubblica amministrazione e gli operatori privati nello svolgimento di attività d’interesse generale.