Cibo, caro energia e grano bloccato: l’allarme di Davos

Verso una crisi globale "senza precedenti". Il tempo stringe e la situazione si fa sempre più drammatica, in scia anche al conflitto in Ucraina

Prezzi dei beni alimentari di base ormai fuori controllo. E se prima di quel momento infatti, si poteva ritenere che il balzo registrato nei mesi precedenti fosse causato dall’impatto crescente dei costi dell’energia e dei fertilizzanti ora invece il principale fattore sta nello shock nell’offerta di cereali da parte di Ucraina e Russia, in scia a conflitto e sanzioni imposte a Mosca.

Crisi cibo senza precedenti

La situazione si fa ogni giorno più drammatica: il tempo stringe ed è crisi senza precedenti. E se in questo momento il prezzo del cibo è il problema numero uno, nel 2023 ci sarà un problema di disponibilità. Questo l’allarme lanciato nelle scorse ore dal capo del Programma alimentare mondiale (World Food Program), David Beasley, alla riunione del Consiglio di Sicurezza Onu, dopo il paletto dettato da Mosca: riapriremo l’accesso ai porti ucraini se l’Occidente eliminerà le sanzioni sull’export.

Allarme ONU e FAO

“La mancata apertura dei porti nella regione di Odessa – ha detto Beasley – sarà una dichiarazione di guerra alla sicurezza alimentare globale e si tradurrà in carestia, destabilizzazione e migrazione di massa in tutto il mondo”.

A mettere in guardia sull’impatto a cascata della guerra in Ucraina, anche il direttore generale della Fao, QU Dongyu che ha presentato all’Onu un piano in quattro punti per trasformare i sistemi agroalimentari, per renderli più inclusivi, economicamente sostenibili e resilienti ai tanti shock che stanno affliggendo il Pianeta, oltre a produrre meglio e di più, con un minore impatto sull’ambiente. QU Dongyu ha poi puntato il dito contro l’impennata dei prezzi alimentari che a marzo hanno raggiunto il livello più alto dal 1990, mettendo in guardia sulle conseguenze del conflitto Russo-Ucraino che potrebbe esacerbare ulteriormente listini; questo perché Russia e Ucraina dominano il mercato del grano globale.

Davos, “spezzare ricatto russo”

Effetti della guerra in Ucraina di scena, ovviamente, anche a Davos dove sono riuniti i massimi esperti di economia per il World Economic Forum . “Il 2022 sarà un anno duro“, questo l’avvertimento della direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva.

Per il 2022, aggiungono i capi economisti, si prevede una minore attività economica, una maggiore inflazione, salari reali più bassi e una maggiore insicurezza alimentare a livello globale e “devastanti conseguenze umane” dovute alla frammentazione dell’economia globale.

Insicurezza alimentare, milioni a rischio

Intanto, il numero di persone che affrontano l’insicurezza alimentare a livello globale aumenterà fino a 243 milioni entro novembre, per un totale di 1,9 miliardi di persone. E’ quanto spiega il report “Food Security and the Coming Storm”, di Eurasia Group e DevryBV Sustainable Strategies, presentato a New York in occasione del vertice inaugurale del Global Citizen NOW.

 

Il piano di Draghi

Preoccupazione sulla sicurezza alimentare globale è stata espressa anche dal premier Mario Draghi durante l’informativa al Senato. Russia e Ucraina, ha sottolineato il Premier, “sono tra i principali fornitori di cereali a livello globale. Da soli, sono responsabili di più del 25% delle esportazioni globali di grano. 26 Paesi dipendono da loro per più di metà del proprio fabbisogno”.

Serve quindi, “una iniziativa condivisa che sblocchi i milioni di tonnellate di grano bloccati nei porti nel sud ucraina: tutte le parti in causa aprano una parentesi umanitaria per evitare uno scenario che farebbe morire milioni di persone”.