Carovita, i risparmi degli italiani sono i più colpiti in Europa

Tra i paesi presi in considerazione, l’Italia si classifica al quarto posto per percentuale di reddito risparmiato (1,50% del reddito in media al mese)

Quale è l’impatto dell’attuale aumento del costo della vita sulla propensione al consumo e al risparmio in Italia e in Europa? Una ricerca che ha coinvolto 5 paesi europei quali Italia, Austria, Francia, Germania e Spagna, rivela che i risparmi degli italiani sono i più colpiti dal carovita in UE, mentre Bologna è la città che risparmia di più nel Belpaese. L’indagine della banca online N26 ha analizzato e confrontato i dati relativi a consumi e risparmi nell’utilizzo dei conti correnti da parte dei propri clienti, da gennaio ad agosto 2022.

Città a confronto: Bologna “formica”

In quanto ai dati locali, Bologna è in vetta alla classifica del risparmio, seguita da Napoli che batte Milano. I napoletani, infatti, risparmiano in media quasi 26 euro al mese, mentre i milanesi sono a quota 19 euro. I più oculati come detto sono i bolognesi che in media riescono a mettere da parte più di 33 euro ogni mese. Ultimi nella classifica delle città analizzate sono i romani, con solo 13 euro.

L’impatto sul risparmio: calo maggiore da marzo

Tra i paesi presi in considerazione, l’Italia si classifica al quarto posto per percentuale di reddito risparmiato (1,50% del reddito in media al mese). Al primo posto troviamo la Spagna (6%), seguita da Germania (5%) e Austria (4%), mentre la Francia si posiziona all’ultimo posto (0,1%).

Nel confronto con i vicini europei, inoltre, le abitudini di risparmio degli italiani sembrano essere le più colpite dall’aumento del costo della vita. Nel periodo analizzato da N26, infatti, l’Italia risulta essere il paese che ha registrato il calo maggiore dei risparmi medi rispetto al reddito: da marzo 2022, gli italiani hanno messo da parte in media il 78% in meno del proprio reddito, rispetto ai primi due mesi dell’anno.

Situazione opposta rispetto ai risparmiatori tedeschi, ad esempio, i meno influenzati dal carovita: sempre a partire da marzo 2022, la Germania infatti ha registrato il calo minore nell’importo medio risparmiato (-49%).

In questo panorama complesso, a livello europeo sono le donne a risparmiare di più, nonostante l’endemica differenza di reddito medio con gli uomini (che arriva quasi al 40%): la propensione al risparmio delle donne emerge chiaramente dal dato medio (5,9% del reddito rispetto al 3,7% degli uomini) e da quello assoluto (112 euro in media ogni mese, contro 95 euro degli uomini).

L’impatto sulle abitudini di spesa

In risposta al carovita, dall’analisi dei primi mesi del 2022 risulta un parziale cambiamento nelle abitudini di spesa degli italiani.

In particolare, gli Italiani hanno tagliato le spese per il tempo libero e l’intrattenimento (-15,1%) registrando il calo più accentuato in questa categoria merceologica tra i paesi coinvolti nello studio.

D’altro canto, però, alcuni settori non hanno subito alcuna flessione ma anzi hanno sperimentato una forte crescita, trainata dalla stagionalità: nei mesi estivi, infatti, gli italiani hanno concentrato le proprie spese in viaggi e spostamenti, segmento che ha registrato l’aumento più alto in termini percentuali tra quelli analizzati (+107%).

L’incremento dei prezzi ha inoltre inciso significativamente sulle spese degli italiani relative alla gestione e manutenzione dell’auto, impattate dall’aumento dei costi della benzina, in generale sulle spese destinate ai trasporti (+53,5%, record tra i paesi esaminati nello studio) e a riempire il carrello del supermercato (+15,6%). Per approfondire vedi l’articolo sulle tendenze del risparmio degli italiani.

Tra le categorie merceologiche impattate negli altri paesi in Europa, spicca in particolare la spesa relativa ai comparti media ed elettronica, ridotta notevolmente sia in Germania (-7,9%) che in Austria (-15,4%) da marzo in poi. In entrambi i paesi il segmento media ed elettronica è l’unico tra quelli presi in esame che ha visto una diminuzione della spesa sia in termini assoluti sia come percentuale del reddito.