Caro bollette, Governo al lavoro contro la “tempesta energetica”

Caro bollette, il ministro Giorgetti: "La tempesta energetica che avevamo paventato qualche mese fa è arrivata"

Un contributo di solidarietà da parte delle aziende dell’energia e un intervento sul fronte fiscale, attraverso una riduzione dell’Iva o una revisione delle accise. Queste le ipotesi allo studio del governo per contrastare il caro bollette. Un tema che sarà sul tavolo dell’esecutivo per tutta la settimana.

“La tempesta energetica che avevamo paventato qualche mese fa è arrivata. Adesso il problema ha due corna: uno immediato rispetto all’aumento dei prezzi e l’altro che ripropone il tema di scelte strategiche che un governo deve fare” ha affermato il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, annunciando il tavolo convocato al Mise con le imprese sul caro-energia. L’impatto dei costi dell’energia sul sistema produttivo sarà al centro della prima riunione di mercoledì 19 gennaio, alla quale parteciperanno, tra gli altri, rappresentanti di Confindustria, Confindustria ceramica, Confindustria energia, Aicep, Federbeton, Assocarta, Assovetro, Assomet, Federacciai, Assofond, Federchimica, Federalimentare, Interconnector energy italia, Federlegno Arredo, Anima, Anfia.

Nuovi interventi di mitigazione del caro bolletta per cittadini e imprese misure sono attesi nel Consiglio dei ministri in programma per giovedì, anche se i tempi potrebbero allungarsi perché la partita è complessa e le possibili misure sono estremamente onerose.

Costi per famiglie e imprese

Secondo i conti del vice presidente di Confindustria, Maurizio Marchesi, nel 2022 il costo dell’energia per le imprese sarà di 37 miliardi contro gli 8 miliardi del 2019 e i 20 miliardi del 2021. Confesercenti avverte che tra restrizioni Covid e aumento delle bollette c’è “una nuova emergenza” che mette a rischio, nel solo primo trimestre del 2022, circa 6,4 miliardi di euro di spesa: una stangata che riprecipiterebbe i consumi ai livelli del secondo trimestre dello scorso anno, cancellando di fatto tutta la ripresa maturata nella seconda parte del 2021.

Stando al report di Assoutenti il combinato bollette-inflazione potrebbe avere un costo totale per l’economia italiana di circa 100 miliardi di euro nel 2022 in termini di minori consumi delle famiglie. “Le famiglie si ritrovano oggi in una situazione estremamente pericolosa: da una parte sono assediate dall’aumento dei prezzi al dettaglio, con l’inflazione che a dicembre ha subito un forte rialzo del +3,9% e incrementi dei listini che stanno proseguendo nelle ultime settimane; dall’altra parte – spiega in una nota il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi – sono impoverite dai maxi-rincari delle bollette di luce e gas scattati prima ad ottobre, poi a gennaio. Una vera e propria guerra che lascerà sul campo un massacro sul fronte dei consumi: la perdita del potere d’acquisto dei cittadini causata da bollette sempre più salate e prezzi al dettaglio più alti impoverirà ulteriormente una consistente fetta di popolazione costringendola a tagliare la spesa nei settori non primari per riuscire ad arrivare a fine mese, con immensi danni per il commercio e per l’economia nazionale”.

In base alle proiezioni di Assoutenti, nel caso in cui l’inflazione si mantenesse sopra il 3% nel corso dei primi sei mesi del 2022 e qualora il Governo non riuscisse a sterilizzare gli aumenti di luce e gas nel corso del nuovo anno, i consumi degli italiani potrebbero subire un calo complessivo di circa 100 miliardi di euro (sugli oltre 900 miliardi di euro di consumi totali annui delle famiglie in Italia), con una riduzione rispetto al periodo pre-pandemia di circa il -11% e una contrazione di spesa pari in media a -3.850 euro a famiglia. “In un momento in cui l’Italia sta faticosamente uscendo dalla crisi generata dalla pandemia, uno stop ai consumi darebbe il colpo di grazia a migliaia di piccole attività in difficoltà, con effetti depressivi su occupazione e PIL – denuncia Truzzi –. Per tale motivo chiediamo al Governo di introdurre subito una tassa sugli extra-profitti delle società energetiche dello Stato, da quelle di trasporto e dispacciamento come Terna e Italgas a quelle di produzione come Enel ed Eni, fino alle ex-municipalizzate come Acea, A2a, Iren, Hera, ecc. allo scopo di reperire risorse per contrastare il caro-bollette, e di convocare le associazioni dei consumatori per studiare ulteriori misure a sostegno delle famiglie”.


Le misure nel resto d’Europa

Anche gli altri paesi europei stanno adottando diverse misure per affrontare il problema del caro energia. La Germania, – che all’interno dell’Unione europea ha il primato dei prezzi più alti dell’elettricità – per aiutare le famiglie a far fronte all’impennata dei prezzi dell’energia, a partire dal primo gennaio ha tagliato del 42,7% il contributo che i consumatori pagano per sostenere le energie rinnovabili (in Italia compresi negli oneri di sistema). Il governo contribuirà a finanziare il taglio con 3,25 miliardi di euro di entrate raccolte dalla carbon tax. Nei giorni scorsi sono state, inoltre, annunciate misure mirate per aiutare le famiglie più vulnerabili che dovrebbero coprire interamente le bollette del riscaldamento.
In Spagna il governo estenderà la riduzione delle tasse sulle bollette elettriche fino al 1 maggio 2022. Già a giugno scorso, la Spagna ha ridotto l’Iva sulle bollette elettriche dal 21% al 10% e ha sospeso l’imposta del 7% sul valore della produzione di elettricità che le utilities trasferiscono sui prezzi al dettaglio. In Francia il governo ha annunciato che l’aumento delle bollette elettriche per le famiglie e le piccolissime imprese sarà limitato quest’anno al 4%, grazie anche ai tagli alle tasse sul consumo di elettricità.