Saldi: caccia agli sconti al via, ma tira aria di flop

Stretti tra inflazione e restrizioni, per i saldi si prospetta ancora un trend in calo

Ufficialmente partita la caccia allo sconto: ad aprire la stagione dei ribassi invernali, il 2 gennaio, Sicilia e Basilicata. Lunedì 3 gennaio è toccato alla Valle d’Aosta, mentre nelle altre Regioni si parte oggi, mercoledì 5 gennaio. 

Saldi, rischio flop

Secondo il Codacons, però, che ha diffuso nelle scorse ore le stime sull’andamento degli sconti stagionali, lo scenario è tutt’altro che ottimistico. Seguendo un trend oramai consolidato negli ultimi anni, i saldi invernali registreranno anche nel 2022 un calo complessivo delle vendite, col giro d’affari degli sconti di fine stagione che perderà oltre 1 miliardo di euro rispetto al periodo pre-Covid.

Rispetto ai saldi invernali del 2020, gli sconti di fine stagione del 2022 subiranno una contrazione delle vendite pari al -21%, spiega l’associazione. Il giro d’affari complessivo passa infatti dai 5,2 miliardi di euro del 2020 ai circa 4,1 miliardi del 2022, perdendo oltre un miliardo di euro rispetto al periodo pre-Covid.

“Alla base del flop dei saldi non solo il Black Friday di novembre e le feste di Natale che hanno già assorbito una fetta consistente degli acquisti degli italiani, ma anche i forti rincari delle bollette e l’aumento dei prezzi al dettaglio, fattori che frenano gli acquisti delle famiglie e impongono una maggiore cautela nella spesa” – afferma il presidente Carlo Rienzi.

Serve nuova spinta, rivedere normativa

Un alert arriva anche da Assoutenti che richiama alla necessità di rivedere la normativa sui saldi.  “Nell’arco di un decennio i saldi invernali hanno visto un crollo del 31% del giro d’affari con un calo di quasi 2 miliardi e «consumatori sempre meno attratti dagli sconti di fine stagione – spiega il Presidente Furio Truzzi.

Nel 2012, in piena crisi economica, i saldi invernali generavano acquisti per complessivi 6,1 miliardi. Crediamo sia giunta l’ora di rivedere la normativa sui saldi che appare obsoleta e inadatta alle opportunità offerte oggi dal mercato, liberalizzando gli sconti e permettendo ai negozianti di concorrere ad armi pari con i giganti dell’e-commerce”.

 

Guida all’acquisto intelligente

Come ogni anno il Codacons ha anche diffuso il decalogo con i 10 consigli d’oro per evitare fregature durante i saldi e fare acquisti in tutta sicurezza.

Si va dalla dall’invito a conservare sempre lo scontrino (“non è vero – chiarisce il Codacons – che i capi in svendita non si possono cambiare: il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. se il cambio non è possibile, ad esempio perchè il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Si hanno due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto”) ad un trucchetto”: “girare nei giorni che precedono i saldi andare nei negozi a cercare quello che interessa, segnandone il prezzo; si può così verificare l’effettività dello sconto praticato ed andare a colpo sicuro, evitando inutili code”.

Occorre poi diffidare degli sconti superiori al 50% che “spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio cosi’ da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto)”.

Capitolo pagamenti: “nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi”.

 

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