BCE conferma politica accomodante. Lagarde: “Rischioso e prematuro ritiro stimoli”

Nella riunione di oggi sono state confermate tutte le misure di stimolo approntate lo scorso anno, in piena pandemia

La BCE si conferma fortemente accomodante e Christine Lagarde una colomba. Nella riunione di oggi sono state confermate tutte le misure di stimolo approntate lo scorso anno, in piena pandemia, in particolar modo il Piano di acquisto attività anti-pandemico, conosciuto come PEPP, che ha una dotazione di 1.850 miliardi.

In realtà, nessuno si attendeva un ritiro delle misure di stimolo, ma qualcuno riteneva che i tempi fossero maturi per fare cenno ad una inversione di marcia fra qualche tempo. Nessun accenno è stato fatto da Lagarde, che anzi, ha ribadito la necessità di mantenere adeguati sostegni per l’economia, per le imprese e le famiglie, perché un ritiro affrettato delle misure potrebbe avere effetti negativi nel lungo periodo.

“Le nostre misure aiutano a preservare condizioni di finanziamento favorevoli per tutti i settori dell’economia, necessarie per una ripresa economica sostenuta e per salvaguardare la stabilità dei prezzi”, ha spiegato la numero uno dell’Eurotower, aggiungendo “siamo pronti ad adeguare tutti i nostri strumenti, a seconda dei casi, per garantire che l’inflazione si muova verso il nostro obiettivo in modo duraturo”.

L’inflazione non desta preoccupazioni: è di breve periodo

Chi puntava sull’accelerazione dei prezzi per pronosticare un ritiro delle misure o addirittura un rialzo dei tassi d’interesse è rimasto deluso.

Nonostante lo staff di previsione macroeconomica abbia rivisto al rialzo la stima di inflazione all’1,9%, Lagarde ha precisato che si tratta di una accelerazione del tutto “temporanea”, dovuta “all’aumento dei prezzi energetici ed ai colli di bottiglia verificatisi sul fronte della fornitura di materie prime” e che “l’inflazione sottostante resta piuttosto bassa, a causa della debolezza dei salari”.

Avanti tutta con politiche fiscali accomodanti e Next Generation EU

Il Consiglio direttivo della BCE ha ribadito il ruolo chiave del pacchetto Next Generation EU e ha invitato gli Stati membri a impiegare i fondi in modo produttivo, assieme a politiche strutturali a favore della produttività. “Ciò consentirebbe al programma Next Generation EU di contribuire a una ripresa più rapida, più forte e più uniforme e aumenterebbe la resilienza economica nonché il potenziale di crescita delle economie degli Stati membri”, ha detto Lagarde.

Un accenno anche alla necessita di mantenere politiche fiscali “ambiziose e coordinate”, poiché ” un ritiro prematuro dei sostegni rischierebbe di indebolire la ripresa e di amplificare gli effetti nel lungo termine”. “Nello stesso tempo – ha avvertito Lagarde – le misure di bilancio dovrebbero rimanere temporanee e anticicliche, garantendo nel contempo che siano di natura sufficientemente mirata per affrontare efficacemente le vulnerabilità e sostenere una rapida ripresa dell’economia della zona euro”.

Pacchetto mantenuto


La BCE ha confermato i tassi di interesse ai minimi storici, mantenendo quelli principali (Repo) a zero, quelli sulle operazioni di rifinanziamento marginale a 0,25% e quelli sui depositi a -0,50%. Un livello che manterrà “finché non vedrà le prospettive di inflazione convergere saldamente su un livello sufficientemente prossimo ma inferiore al 2%”.

Confermati anche gli acquisti nell’ambito del Piano per l’emergenza pandemica (PEPP), che ha una dotazione finanziaria totale di 1.850 miliardi di euro ed una validità sino alla fine di marzo 2022. La BCE conferma che il Piano sarà condotto “a un ritmo significativamente più elevato rispetto ai primi mesi dell’anno”, ma “in maniera flessibile”.

L’Istituto di Francoforte mantiene anche gli acquisti asset a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro ed un pieno sostegno alla liquidità tramite la terza serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (OMRLT-III).

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