Bankitalia: occupazione cresce ma resta bassa tra le donne

E lo smart working cambia la scelta della casa, meglio le piccole città: ecco le principali evidenze

Nel 2021 e nella prima metà del 2022 l’occupazione in Italia è cresciuta in tutte le macroaree, grazie all’espansione del lavoro dipendente. Ma la partecipazione femminile al mercato del lavoro resta bassa, in particolare nel Mezzogiorno. È la fotografia scattata da Bankitalia nel rapporto “L’economia delle regioni italiane. Dinamiche recenti e aspetti strutturali” Il divario di genere “si accentua tra i genitori di bambini in età prescolare – viene spiegato – risentendo di una ripartizione disuguale degli oneri di cura della famiglia.

 

Bankitalia, occupazione cresce

Nelle province dove la disponibilità di servizi di assistenza alla prima infanzia è maggiore si osserva anche un più elevato tasso di attività delle madri di bambini piccoli”. In generale, “le posizioni lavorative hanno continuato ad aumentare ovunque anche nella prima metà del 2022. E’ proseguita la forte riduzione del ricorso alla Cassa integrazione guadagni e ai Fondi di solidarietà, pur mantenendosi su livelli elevati in ogni area. I dati più recenti segnalano una frenata dell’occupazione dipendente nei mesi estivi, più evidente nel Mezzogiorno per effetto del deciso rallentamento del comparto edile”.

Ma resta bassa tra le donne

La pandemia ha fortemente influenzato le preferenze abitative delle famiglie, che si che sono orientate verso alloggi più grandi, dotati di spazi esterni e situati in aree connotate da una più bassa densità abitativa. I mutamenti, più marcati nelle regioni settentrionali, si sono associati alla maggiore possibilità di utilizzare forme di lavoro agile.

La correlazione, molto pronunciata nelle regioni del Nord e più contenuta in quelle del Centro, è invece assente nel Mezzogiorno, area che mostra un’incidenza del telelavoro mediamente inferiore, anche a causa della composizione settoriale della sua economia. Bankitalia spiega, inoltre, che la mancanza di una relazione tra lavoro agile e variazione delle preferenze abitative è compatibile con un maggiore costo di spostamento dai grandi ai piccoli centri nelle regioni meridionali, dove i comuni periferici potrebbero presentare difficoltà di collegamento con le città capoluogo e un livello molto più basso di servizi.

Mutui, che succede?

Intanto, nonostante i rialzi nei tassi di interesse l’espansione dei mutui abitativi è rimasta ovunque solida. Mentre in tutte le aree del Paese nei primi sei mesi del 2022 è proseguito il rallentamento dei depositi delle famiglie. Il ricorso al credito al consumo è aumentato.

Per i mesi a venire la rimodulazione o il venir meno di alcune misure che hanno sostenuto il settore nei mesi passati, potrebbe essere in parte bilanciato dal forte impulso del PNRR alle costruzioni su alcuni segmenti, come gli asili nido o le scuole, coinvolgendo le stesse aziende che finora avevano beneficiato di altri provvedimenti.