Assegno unico, aumenti in vista: da quando e perchè

Novità per la misura a sostegno delle famiglie con figli a carico: dal prossimo anno le somme saranno rivalutate sulla base del tasso d'inflazione

Importanti novità in vista per quanti beneficiano dell’assegno unico universale, la misura messa a punto dall’esecutivo a sostegno delle famiglie con figli a carico, dal settimo mese di gravidanza fino al compimento dei 21 anni, con un cambio di schema a partire dal compimento dei 18 anni.

Assegno unico, i numeri

Stando ai dati del trimestre marzo-giugno hanno ricevuto almeno una mensilità dell’assegno unico quasi 5, 3 milioni di famiglie italiane, con una spesa complessiva per l’Inps di quasi 4,8 miliardi e un beneficio medio per figlio di 145 euro. Platea comunque inferiore rispetto alle attese del Governo.

Numeri che lasciano degli ‘avanzi’ nelle risorse stanziate e che per questo hanno portato il governo a ridurre la dote stanziata per il 2022 di 630 milioni.

Aumenti in vista

“Senza togliere niente a nessuno”, ha però precisato il ministro dell’Economia Daniele Franco. “Lo stanziamento definito prima si è rivelato un po’ ridondante e se non le avessimo utilizzate qui, le risorse sarebbero andate perse. Senza togliere niente” a chi beneficia dell’assegno, “le abbiamo utilizzate per altre finalità sociali”, ha specificato rispondendo alle critiche dei dem Graziano Delrio e Stefano Lepri, ‘sorpresi’ dal taglio

Per quanto riguarda gli importi, nell’anno in corso l’assegno va da un minimo di 50 euro al mese a un massimo di 175 euro per ogni figlio minorenne a carico. Per i figli tra i 18 e i 21 anni, gli importi variano da un minimo di 25 euro al mese a un massimo di 85 euro.

Da quando e perchè

Dal 2023. comunque, spazio a due interessanti novità: intanto, l’assegno diventa automatico, ossia sarà erogato dal l’Inps automaticamente ogni anno agli aventi diritto di cui conosce la situazione reddituale.

Altra novità è che dal prossimo anno scattano gli aumenti, con gli importi rivalutati sulla base del tasso d’inflazione. Nello specifico, rispetto all’entità degli aumenti, si parla di circa 15 euro. Dal tetto massimo di 175 euro mensili attuali si potrebbe arrivare, dunque,  fino a 190 euro.