Armi all’Ucraina, Draghi “disinnesca” Salvini. Conte isolato

Dopo l'incontro di ieri con il Premier, il leader della Lega usa toni più concilianti: che farà ora il Movimento Cinquestelle?

Il Presidente del Consiglio veste ancora una volta e con successo i panni del mediatore e sul delicato “dossier” di un nuovo invio di armi all’Ucraina disinnesca (almeno per ora) Matteo Salvini che ora usa toni decisamente più concilianti rispetto a qualche giorno fa.

Draghi “disinnesca” Salvini

“Rispetto ai toni bellicisti che c’erano da quasi tutti fino a pochi giorni fa” ora si parla “finalmente e concretamente di pace, di cessate il fuoco, di salvare vite”.

Queste le prime parole del segretario leghista a margine dell’incontro di ieri a Palazzo Chigi con il Premier “incentrato sulla recente visita negli Stati Uniti, nel corso della quale è stato riaffermato l’impegno dell’Italia per la pace attraverso il sostegno all’Ucraina, l’imposizione di sanzioni alla Russia, la rinnovata richiesta di un cessate il fuoco e dell’avvio di negoziati credibili.

Nel corso dell’incontro – spiega la Presidenza del Consiglio in una nota ufficiale – “si è parlato anche delle conseguenze economiche e umanitarie del conflitto in corso, con particolare riferimento alla necessità di prevenire una crisi alimentare sul larga scala e di proseguire lungo la strada dell’accoglienza ai profughi ucraini. Sul fronte dell’energia, è stata condivisa l’importanza di un percorso che affianchi diversificazione delle fonti di approvvigionamento e investimenti sulle rinnovabili”.

L’impegno per la pace

Insomma, Salvini lascia filtrare soddisfazione per quello che è a suo modo di vedere un concreto cambio di passo testimoniato anche dal fatto che il presidente Draghi “sia andato a Washington a portare parole e progetti di pace, l’idea di un’Europa nuova che metta al centro la pace e il disarmo e la salvaguardia dei posti di lavora in patria è qualcosa su cui sto lavorando da più di due mesi e che inizia a vedere i primi frutti”, dice nel ribadire la sua perplessità sull’invio di nuove armi .

“Mandare aiuti economici e militari all’Ucraina” inizialmente era “giusto e lo abbiamo votato con convinzione”. Ora “ulteriori invii di armi non penso siano la soluzione giusta anche perché “se la guerra va avanti anche in Italia ci sarà una strage di posto di lavoro”.

Conte (sempre più) isolato

Intanto, giovedì 19 maggio il Presidente del Consiglio Draghi renderà un’informativa sull’Ucraina in aula alla Camera alle ore 11.30. Ma il Movimento Cinquestelle, “orfano” della sponda che sarebbe potuta arrivare dalla Lega, sembra sempre più isolato, con Conte che ora resta praticamente solo nei panni da guastatore.