Alitalia-ITA: dopo l’accordo con l’Europa è guerra con i sindacati

Non è piaciuto ai sindacati il nuovo Piano industriale di ITA, la newCo che nascerà dalla ceneri di Alitalia e che sarà operativa a partire dal 15 ottobre. Secondo il piano approvato dal CDA nella giornata di giovedì 15 luglio e riportato dagli organi di stampa, la flotta di ITA sarà composta da 52 aerei mentre dal punto di vista occupazionale la nuova società sarà in grado di assorbire tra i 2.750/2.950 dipendenti che verranno assunti però con uno stipendio più basso. Un programma che i rappresentanti dei lavoratori hanno immediatamente definito “inaccettabile“.

“Si prefigurerebbe il cosiddetto spezzatino aziendale con nessuna certezza per le attività a terra di handling e di manutenzioni che rimarranno in Ita. La nuova compagnia partirebbe con una miniflotta con solamente 52 aerei senza prospettive di sviluppo sul lungo raggio – si apre così la nota congiunta di Filt Cgil, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo –. E’ inaccettabile che su 10.500 lavoratori vengano assunti solamente 2750-2950 il primo anno. Anche il brand messo a bando di gara prefigurerebbe evidenti danni commerciali. Sostanzialmente è un piano debole anche in prospettiva ricavi fino al 2025. Sono errori gravissimi che rendono inaccettabile questa impostazione ma soprattutto rendono la nuova compagnia di bandiera un progetto molto debole”.

Un vero e proprio scoglio da superare per la nuova compagnia aerea dopo il raggiungimento dell’accordo tra il governo italiano e gli uffici tecnici di Bruxelles. La Commissione ha infatti ha valutato positivamente il piano industriale di Ita e lo ha comunicato in una lettera a Palazzo Chigi: orano mancano solo le firme definitive dei ministri, ma l’operazione del salvataggio di Alitalia sembra essere andata in porto. Sindacati permettendo, appunto.

Una soluzione inaccettabile anche per Usb che ha annunciato per martedì prossimo, a Roma, un’assemblea e presidio dei lavoratori Alitalia, in piazza San Silvestro, contro il Piano industriale di ITA. “Un progetto fallimentare e sbagliato fin dal suo avvio – ha affermato il sindacato di base -, frutto di una sostanziale resa in sede europea e della incapacità della politica italiana di progettare lo sviluppo industriale adeguato di una vera compagnia di bandiera al servizio delle esigenze del nostro Paese”. “Una trovata quella di ITA, come imposto dalla Ue al Governo italiano, che non fornisce alcuna soluzione di sistema ai problemi del vettore e dell’intero settore”., ha aggiunto.

Problemi che sono stati messi in evidenza anche dalle sigle Filt Cgil, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo: “manca ancora e sempre di più tutta la parte relativa alla regolamentazione del mercato italiano, in chiave anti dumping sociale e salariale, posta in essere da alcuni vettori low cost che competono sul nostro mercato, eludendo e comprimendo le tutele dei lavoratori sia per la parte della regolamentazione sia per  la concorrenza del sistema aeroportuale che continua a basarsi su erogazioni di centinaia di milioni di euro con modalità non trasparenti, falsando così la concorrenza e il mercato”.  “In attesa di conoscere precisamente il piano concordato e discuterlo, siamo nettamente contrari sia all’impostazione della trattativa che non ha visto fino ad oggi il coinvolgimento del sindacato, sia sotto l’aspetto del piano industriale“, hanno affermato chiedendo al Governo di essere convocati subito.

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