Agriturismi: ascesa e caduta di un settore che conta sulla ripresa nel 2022

Gli agriturismi continuano a piacere agli italiani, ma non sono rimasti indenni dagli effetti della pandemia

Gli agriturismi continuano a piacere agli italiani, ma non sono rimasti indenni dagli effetti della pandemia, che ne ha dimezzato la produzione a causa dei ripetuti lockdown e delle altre limitazioni ai viaggi. E’ quanto emerge da un rapporto dell’Istat relativo all’anno 2020, che interrompe un trend importante di crescita del settore.

La crescita ininterrotta del settore

Nel 2020 le aziende agrituristiche attive erano 25.060 , in crescita del 2% rispetto al 2019, soprattutto a nel Nord-est (+3,5%) e nel Sud (+3,4%). Il 63% dei comuni italiani ospita almeno un agriturismo ma si arriva al 97% in Toscana e Umbria.

Il tasso medio annuo di crescita tra il 2007 e il 2020 è stato del 2,5%, più forte nel Nord-ovest (+3,5%), meno nel Sud (+2,2%), nel Centro (+2,7%) e nl Nord-est (+1,9%).

Il censimento rivela che 1 su 3 (il 35,5% per l’esattezza) è una struttura multifunzionale, vale a dire che offre servizi di ristorazione e/o alloggio.

Il 2020 anno da dimenticare

Se dal punti di vista numerico gli agriturismi sono in crescita, la pandemia ha pesantemente colpito questo settore, che chiude il 2020 con un valore della produzione di 802milioni di euro, in calo del  48,9% rispetto al 2019 e del 27% rispetto al 2007.

La crisi sanitaria ha quindi fortemente ridimensionato il valore economico di questo comparto il cui valore aggiunto incide per il 2,3% su quello dell’intero settore agricolo (compresa silvicoltura e pesca), in conseguenza dei lockdown e delle limitazioni per il contenimento della pandemia che ha costretto alla chiusura molti agriturismi e lasciato aperti solo in forma di asporto quelli  autorizzati alla ristorazione.

Il valore medio della produzione per azienda (valore economico del settore diviso numero agriturismi) è di poco superiore a 32mila euro (63mila euro nel 2019).

Agri-turisti in diminuzione

Nel 2020 gli arrivi nelle strutture agrituristiche sono stati 2,2 milioni (-41,3% rispetto al 2019), il numero più basso dal 2010. La composizione degli ospiti rispetto alla nazionalità vede la prevalenza degli italiani con 1,5 milioni (poco meno di 2 milioni l’anno precedente) mentre gli stranieri sono poco più di 669mila (meno di 1,8 milioni nel 2019).

Capodanno 2022 a rischio con l’arrivo di Omicron

L’arrivo della variante Omicron rischia di bloccare la ripresa nascente. Secondo CIA, la confederazione degli agricoltori, la ricettività del mondo agricolo conta già oltre il 40% delle disdette tra Natale e l’Epifania; una perdita, in media, di circa 25 mila euro in 10 giorni per ogni struttura e un Capodanno a picco da recuperare, forse, puntando sulla consegna a domicilio.

E alcune ombre per il 2022

Il 2022 inizia dunque sotto i peggiori auspici, anche se si spera in una stabilizzazione della crisi sanitaria fra gennaio e febbraio, con i booster a 4 mesi e l’arrivo di 2,9 milioni di dosi. Ciò consentirebbe agli italiani di tornare davvero a progettare in modo più solido la primavera e l’estate 2022.

E così la CIA lancia un appello alle istituzioni perché facciano subito sistema con il territorio e aumentino le risorse del PNRR a disposizione per la ripresa del settore turistico italiano.

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