Violenza di genere: cosa significa

Solo sesso o anche l'età? Le componenti della violenza di genere, da quella psico-fisica a quella sessuale

Francesca Andreoli

Francesca Andreoli Avvocato

Con la formula “violenza di genere” si indicano tutte quelle forme di violenza, da quella psico-fisica a quella sessuale, adoperate su una persona per il solo fatto di appartenere ad una categoria “debole”.

Anche se l’espressione è riferita esclusivamente ai casi di violenza sulle donne, come suddetto, in realtà è un’accezione ad ampio raggio, che include sì la violenza sulle donne, ma non si esaurisce con essa.

Pur vero è, però, che i casi di violenza femminile sono in allarmante aumento nel nostro Paese e ciò contribuisce all’equivoco di associazione dei termini “violenza di genere” – “violenza sulle donne”.

In quest’ultimo caso, è sempre possibile sporgere denuncia alle autorità competenti; per le segnalazioni è anche attivo il 1522, il numero verde di pubblica utilità della Rete nazionale antiviolenza.

La legge, pur non sanzionando espressamente la violenza di genere, ha introdotto, nel 2009, il reato atti persecutori-stalking, ed ha apportato modifiche al codice penale in modo da punire più severamente le condotte commesse, in particolare, nei confronti delle donne e, in generale, delle categorie ritenute più deboli.

Ad esempio, è prevista un’apposita aggravante per il reato di stalking nel caso in cui la vittima sia una donna in stato di gravidanza; il reato di violenza sessuale, invece, è aggravato:

  • se commesso nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni quattordici;
  • se commesso nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni sedici della quale il colpevole sia l’ascendente, il genitore (anche adottivo) o il tutore;
  • se commesso nei confronti di donna in stato di gravidanza;
  • se dal fatto deriva al minore, a causa della reiterazione delle condotte, un pregiudizio grave;
  • se il fatto è commesso nei confronti di persona che non ha compiuto gli anni dieci.

In tutti questi casi, la violenza (sessuale) è di genere perché si scaglia contro vittime (donne in stato di gravidanza e minori) accomunati da un fattore comune: lo stato di debolezza derivante dal sesso, dall’età o dalle condizioni di salute.

Anche l’età, quindi, rileva quando parliamo di violenza di genere, e non solo dunque il sesso.

Ad esempio, pene inasprite sono previste nel caso di rapina commessa nei confronti di persona ultrasessantacinquenne.

Per osteggiare il fenomeno, sono in campo molteplici interventi: risorse per finanziare un Piano d’azione antiviolenza e la rete di case-rifugio sono già state stanziate, è prevista una formazione sulle tecniche di ascolto e approccio alle vittime, di valutazione del rischio e individuazione delle misure di protezione, nonché corsi sulla violenza domestica e lo stalking.

Il legislatore italiano ha quindi previsto forme di tutela a favore di tutte le categorie di soggetti deboli, ai fini di aumentare la sensibilità e l’attenzione al fenomeno.

 

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