Gender gap, non solo stipendi: spese più alte per le donne

Il divario di genere non si ferma al salario, ma riguarda anche i prodotti indirizzati alle consumatrici: mediamente costano di più

Nonostante le continue battaglie per l’equità sociale, la fine della guerra sembra ancora molto lontana. Il gender gap salariale, il divario che c’è tra gli stipendi degli uomini e quelli delle donne, è però solo uno dei tanti fattori che ancora rendono preferibile, almeno a livello finanziario, nascere con il fiocco azzurro sulla porta.

Gender gap, le donne italiane guadagnano 3 mila euro in meno degli uomini

Sicuramente è anche il fattore più facilmente calcolabile. L’Osservatorio Nazionale di Federconsumatori ha condotto uno studio sulle differenze di genere evidenziando che mediamente la forza lavoro di sesso femminile guadagna quasi il 10% in meno rispetto alla controparte maschile.

Dall’analisi è emerso questo scarto in tutti i settori, con quello dei servizi finanziari in testa, dove arriva al 20%. Uniche eccezioni sono l’edilizia e le utilities. Solo in questi due casi le lavoratrici sono pagate più dei lavoratori. Le donne guadagnano mediamente 3.009 euro in meno all’anno rispetto agli uomini.

La Camera dei Deputati ha di recente approvato una proposta di legge per la riduzione delle diseguaglianze di genere sul mondo del lavoro. Ne abbiamo dato notizia qui. Ma il gender gap non si ferma ai redditi percepiti.

Gender gap, non solo stipendi: anche i prodotti “da donna” costano di più

A fare le spese, letteralmente, di una cultura che ancora alimenta gli stereotipi di genere sono ancora una volta le donne. I prodotti indirizzati alle consumatrici risultano immotivatamente più costosi anche a parità di costi di produzione. Lo studio ha preso in considerazione 12 categorie di beni. Ben 7 sono risultati più care per le donne.

Si parla di deodoranti, prodotti per il trattamento del viso o la cura del corpo. Le loro varianti femminili costano fino al 50% in più rispetto a quelle maschili, anche a parità di prodotto.

Basta pensare ai rasoi, dove l’unica differenza è generalmente il colore del manico. Ci sono grosse differenze anche per quanto riguarda le scarpe sportive e i profumi. Quelli da donna costano il 29% in più, a parità di quantità e marca.

Il gender gap, insomma, riguarda anche i consumi, oltre alla difficile situazione del mondo del lavoro per le donne, categoria particolarmente colpita dalle misure per fare fronte alla pandemia, come vi abbiamo spiegato qui.

Gender gap: la tampon tax al 10% non basta a risolvere il problema

E questo senza considerare la tampon tax, l’aliquota Iva sugli assorbenti che è pari a quella standard del 22%. La stessa che viene applicata anche ai beni di lusso e che riguarda però prodotti acquistati regolarmente dalla maggior parte delle donne.

Su questo fronte dovrebbero arrivare presto buone notizie. La legge di bilancio per il 2022 prevede la riduzione dell’aliquota al 10%. Un costo ancora alto rispetto a quella prevista per i beni di prima necessità, pari al 4%. Ne abbiamo parlato qui.

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