Vacanze rovinate e boom di reclami: come ottenere i rimborsi economici

Ecco come ottenere rimborsi economici per i viaggiatori che hanno subito danni durante le ferie

Vacanze da incubo: sembra il titolo di uno show in stile Gordon Ramsay, ma è la realtà di gran parte degli italiani, per i quali le ferie rischiano di diventare un incubo.

Se infatti per la maggior parte della popolazione le vacanze indicano relax e ritmi lenti, per quasi un quinto degli italiani il viaggio diventa una corsa ad ostacoli. Le richieste di rimborso per vacanze rovinate sono cresciute dell’85% dal 2012: un aumento che sembra non volersi assestare. I dati sono quelli di Assoturista, l’ente di riferimento che da più di 10 anni tutela i turisti in caso di cancellazioni voli, ritardi e bagagli persi o danneggiati. Il 26% dei viaggiatori ha problemi con hotel prenotati con le app, il 23% ha disagi con le case private scelte tramite app, mentre il 22% trova problemi nei villaggi e il 19% ha brutte sorprese con le prenotazioni effettuate tramite agenzia.

I disagi per i turisti sembrano nascondersi ovunque, ma è diritto del viaggiatore avere un rimborso per il danno subito. Nel 2011 infatti la Cassazione ha affermato che il turista deve essere risarcito in caso di danni subiti durante le ferie. In caso di pacchetti viaggio flop, la contestazione va presentata entro 10 giorni lavorativi dal rientro. Quali sono i disagi considerabili come tali? Camere più piccole rispetto alla prenotazione, aria condizionata non funzionante, lavori di ristrutturazioni nelle stanze vicine, distanza eccessiva dalla spiaggia, furto in struttura.

Per una settimana, il risarcimento va dai 300 ai 600 euro, copre in genere il 30% del prezzo del viaggio ed in caso di disagi importanti si può arrivare al 100% del rimborso. Tuttavia, negli anni le strutture ricettive si sono attrezzate e ben il 67% dei turisti arrabbiati non riceve risarcimenti, in quanto non possiede per i giudici di pace prove considerate abbastanza valide.

Ci sono anche situazioni che non prevedono rimborso: tra queste il cibo ritenuto scadente, in quanto seguono il gusto personale e non può essere valutato da un giudice. Così accade anche in caso di danni durante escursioni low cost tramite “locals” esterni alle strutture. O ancora, non sono previste condanne in caso di invasione di alghe in mare non dichiarate nell’offerta, in quanto il viaggiatore “poteva informarsi tramite internet”.

Per tutto ciò che riguarda l’aereo, ci si deve riferire alla normativa europea CE261. I passeggeri possono ottenere un rimborso dalla compagnia in caso di ritardo, cancellazione del volo e imbarco negato. Al contrario, non è previsto risarcimento in caso di ritardo per circostanze straordinarie, condizioni meteo avverse, scioperi. Per un ritardo di circa 3 ore di volo, per una cancellazione o un imbarco negato di un volo in partenza da e per un aeroporto europeo con compagnie dell’Unione Europea, si può ricevere fino a 600 euro.

Solo il 42% degli italiani che hanno subito danni con aerei presenta però reclamo. Secondo AirHelp, che assiste i passeggeri in caso di problemi, in Europa valgono 5 miliardi di euro i risarcimenti “mancati” non richiesti, in quanto ben l’85% dei cittadini Ue non conosce la norma CE261.

Infine, in caso di smarrimento delle valigie, è necessario rivolgersi all’Ufficio oggetti smarriti della compagnia aerea e compilare un modulo con la descrizione di ciò che si è perso. Dopo 21 giorni, se non si sono ricevute novità, è possibile procedere alla richiesta di risarcimento danni. Al contrario, se si torna in possesso della valigia, il reclamo va inviato entro sette giorni. In caso di problemi con i bagagli, il risarcimento può arrivare fino a 1.200 euro.

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