Tredicesima mensilità: quando arriva e come si calcola

Si avvicinano le festività natalizie ed inizia il conto alla rovescia per la tredicesima mensilità o gratifica natalizia. Come viene calcolata e quando viene pagata

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia Consulenti del lavoro

Si avvicinano le festività natalizie ed inizia il conto alla rovescia per la tredicesima mensilità o gratifica natalizia. La tredicesima costituisce una mensilità aggiuntiva e la presenza nel sistema retributivo italiano, delle cosiddette retribuzioni differite, è legata alle esigenze di assicurare attraverso l’accantonamento di quote di retribuzione, una disponibilità maggiore di mezzi economici in occasione di momenti e circostanze per le quali si ritiene che il lavoratore ne abbia maggior necessità.

In pratica la retribuzione maturata dal lavoratore durante il periodo di paga non viene pagata al 100% ma se ne accantona una parte per poterla corrispondere nei momenti di maggior bisogno, come il periodo natalizio o di fine anno.

La misura della tredicesima viene stabilita dai contratti collettivi e normalmente l’importo corrisponde ad una normale mensilità lorda secondo i valori in atto al momento della sua erogazione.

La sua maturazione avviene nell’arco dei dodici mesi precedenti quello di erogazione e se durante tutto questo periodo non ci sono stati episodi che hanno determinato sospensione o riduzione della retribuzione, l’importo nella misura stabilita dal contratto collettivo dovrà essere corrisposta per intero.

In caso contrario e qualora il prestatore inizi o cessi il rapporto di lavoro durante l’anno, si avrà diritto a tanti dodicesimi quanti sono i mesi di servizio, computando come mese intero la frazione pari o superiore a 15 giorni, secondo quanto previsto dai C.C.N.L.

Con riferimento alle assenze dal lavoro, che costituiscono gli unici periodi durante i quali la retribuzione può non maturare si deve necessariamente distinguere:

  • assenze che fanno maturare per intero la mensilità aggiuntiva quali ad esempio: periodi di malattia o infortunio con obbligo alla conservazione del posto di lavoro, secondo quanto disposto dai CCNL; astensione obbligatoria dal lavoro, congedo matrimoniale, riposi per allattamento, festività, ferie e permessi retribuiti secondo quanto disposto dai CCNL, periodo di prova seguito da conferma in servizio, cassa integrazione con riduzione oraria, periodi di preavviso.
  • assenze invece per le quali, non avendo il lavoratore maturato la retribuzione, non daranno il diritto a ricevere la quota di mensilità aggiuntiva; trattasi di periodi di astensione facoltativa, aspettativa, permessi non retribuiti, permessi per malattia bambino.

Ai fini della tredicesima mensilità verranno computati i soli elementi aventi natura retributiva che presentano i caratteri della continuità, ovvero:

– paga base;

– indennità di contingenza ed EDR;

– premio di produzione, qualora sia previsto dalla contrattazione collettiva;

– l’indennità sostitutiva di mensa, nei limiti in cui la stessa risulta computabile;

– l’indennità di maneggio del denaro.

La tredicesima rimane quindi un costo che ogni datore di lavoro deve tenere in conto quando assume un lavoratore dipendente, in quanto il pagamento di tale mensilità rappresenta un onere non indifferente. Soprattutto in caso di crisi economica e di liquidità stanno prendendo sempre più piede gli accordi tra le parti per il pagamento mensile della stessa, evitando problemi di liquidità e potendo dilazionare l’onere sulle buste paga di ogni mese.

A cura di Pamela Damaschi
Consulente del Lavoro 

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