Trattamento sanitario obbligatorio: cos’è e quando si applica

Cos’è il trattamento sanitario obbligatorio, quando si applica e quali sono le tutele per il paziente

È l’articolo numero 34 della legge del 23 dicembre 1978 a definire che cos’è il Trattamento sanitario obbligatorio (T.S.O.) e le modalità secondo le quali deve essere effettuato. Visto che, sempre secondo il nostro ordinamento giuridico, i cittadini non possono essere sottoposti a cure mediche contrariamente alla propria volontà, le condizioni per ricorrere a un T.S.O. sono definite dalla legge in maniera chiara e precisa.

L’applicazione del T.S.O.

Il trattamento sanitario obbligatorio si applica quando: una persona – in evidente stato di alterazione psichica – ha urgente bisogno di cure mediche, le abbia rifiutate, e non sia possibile procedere con altre misure. Il soggetto è in genere pericoloso per se stesso e per gli altri, e nella maggior parte dei casi è proprio la famiglia a chiedere l’intervento del personale sanitario o delle forze dell’ordine.

Per far sì che si possa procedere con il T.S.O., bisogna che il paziente sia visitato realmente dai medici, mentre è nulla qualsiasi diagnosi effettuata a distanza. Oltre all’esame personale, bisogna provare di aver eseguito una diagnosi differenziale, riportare testimonianze di terzi, le terapie provate dal soggetto, i fatti rilevati e l’urgenza del trattamento sanitario obbligatorio.

Chi autorizza il T.S.O.?

È il sindaco del comune del paziente ad autorizzare la richiesta del Trattamento sanitario obbligatorio, che deve essere richiesto da due medici. Essendo una misura fortemente limitativa della libertà personale, ha un tempo decisamente breve: il T.S.O. dura “solo” sette giorni ma, se le condizioni non dovessero mutare, può essere prolungato su richiesta del medico anche diverse volte di seguito. Può anche succedere che un paziente decida poi di ricoverarsi volontariamente, e allora il T.S.O non si rende più necessario.

Proprio per la delicatezza e l’emergenza della situazione, il provvedimento deve essere inviato al giudice tutelare entro 48 ore. Se questi non lo convalida, il T. S. O. deve cessare immediatamente. La fine del trattamento sanitario obbligatorio può essere chiesta sia dai parenti del paziente sia da un estraneo.

Nel caso in cui un trattamento sanitario obbligatorio sia dichiarato nullo dal giudice, il paziente può richiedere il risarcimento del danno patrimoniale – causato dal provvedimento – al sindaco e al ministero dell’Interno.

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