Trasfertista: chi è e come viene regolato il trattamento fiscale e contributivo

Come viene gestito il trattamento fiscale e contributivo di chi svolge la propria attività in trasferta

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia Consulenti del lavoro

Per le aziende che impiegano lavoratori che prestano la propria attività in trasferta in luoghi differenti, emerge spesso il problema di identificare quali possano essere considerati trasfertisti abituali, quali occasionali e il regime fiscale e contributivo da applicare.

A oggi per poter qualificare un lavoratore come trasfertista abituale devono sussistere contemporaneamente le tre condizioni che vediamo di seguito.

In primo luogo, nella lettera di assunzione non deve essere indicato il luogo di lavoro e non deve essere assegnata nessuna sede operativa dell’azienda. Il trasfertista, infatti, non ha obbligo di svolgere le proprie mansioni in una sede fissa e predeterminata.

In secondo luogo, l’attività lavorativa cui il dipendente è adibito deve oggettivamente comportare una continua mobilità. Il trasfertista è in trasferta in via continuativa per la maggior parte dell’orario di lavoro e si reca in azienda solo per lo svolgimento di eventuali pratiche amministrative relative al rapporto di lavoro.

Vorrei sottolineare che laddove un lavoratore svolga la propria prestazione in luoghi differenti, ma all’interno di un solo comune, l’azienda non può considerarlo trasfertista.

La terza condizione prevede che venga erogata un’indennità o una maggiorazione della retribuzione in misura fissa a titolo di compensazione del disagio dovuto allo svolgimento dell’attività in diversi luoghi e indipendentemente da dove la stessa sia svolta (art. 7-quinquies, co. 1, D.L. 22.10.2016, n. 193, conv. in legge dalla L. 1.12.2016, n. 225).

Premesso che la normativa fiscale in tema di redditi di lavoro dipendente prevede che tutte le somme e i valori percepiti dal lavoratore a qualsiasi titolo, anche sotto forma di erogazioni liberali, rientrino nel reddito imponibile, le indennità e le maggiorazioni erogate ai trasfertisti abituali costituiscono una eccezione e può essere applicato un regime fiscale agevolato.

In particolare, l’art. 51 comma 6 del TUIR stabilisce che tali indennità, anche se corrisposte con carattere di continuità, concorrono a formare il reddito nella misura del 50% del loro ammontare. Per effetto del principio di armonizzazione delle basi imponibili fiscale e contributiva, i contributi previdenziali devono essere calcolati sulle somme erogate ai trasferisti così come stabilito ai fini fiscali.

Infine, qualora non ricorrano contemporaneamente le tre condizioni sopracitate, ai rimborsi e alle indennità pagate al lavoratore in trasferta si applicherà il trattamento fiscale e contributivo previsto per le trasferte occasionali, per le quali in alcuni casi è prevista la totale esenzione fiscale e contributiva.

Claudia Garretta

Consulente del Lavoro

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Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia Consulenti del lavoro L’associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia nasce nel 2015 grazie ad alcuni giovani professionisti che operano nel campo giuslavoristico e dell’amministrazione del personale, affiancando le azienda in ogni processo decisionale riguardo la gestione delle risorse umane.

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