Gli studenti di tutta Italia scendono in piazza per protestare: ecco i motivi

Perchè gli studenti italiani (universitari compresi), protestano?

Scendono nelle piazze di oltre 30 città, gli studenti di tutta Italia. Il nuovo Governo, che si sta adoperando per effettuare numerosi cambiamenti su più fronti, ha in lista delle novità anche sul versante scuola.

Tuttavia, gli studenti, non soddisfatti delle premesse, criticano il governo “del cambiamento” ed ecco svelato il motivo: l’aver definito “risparmi” i 100 milioni di tagli nella scuola. Con lo slogan “Chi ha paura di cambiare? Noi no”, gli studenti fanno sentire la loro voce. A spiegare i motivi della manifestazione è il coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi, Giammarco Manfreda: “Noi vediamo solo tanta propaganda, tanta violenza nelle parole, la strumentalità di chi risparmia 100 milioni di tagli nella scuola”.

Si tratta di una cifra importante che andrebbe a minare ulteriormente un sistema scolastico già precario e che da ormai molto tempo necessita di cambiamenti determinanti. Ma questo non è l’unico motivo che ha spinto milioni di studenti a farsi sentire nelle piazze italiane: con loro c’è anche la Flc Cgil che sottolinea come “le risorse per la scuola sono ancora le grandi assenti del dibattito pubblico, è urgente la messa in sicurezza degli edifici scolastici, un ripensamento globale dell’alternanza scuola-lavoro così come pensata dalla “Buona scuola” e investimenti per il diritto allo studio”, tutti fattori che “non sembrano essere tra le priorità del governo”.

Per quanto riguarda la questione relativa alla messa in sicurezza degli edifici scolastici, i dati registrati dal Ministero dell’Istruzione parlano chiaro: il 59% delle strutture non possiede un certificato di prevenzione incendi, mentre solo il 78,6% è provvisto di un piano di emergenza.

E a questa si aggiunge la polemica inerente agli esami di Maturità del 2019 e dove è prevista l’esclusione della storia dall’esame di Stato. Immediata la risposta del ministro Marco Bussetti: “La storia è importantissima, lo è anche la geografia che oltre alla storia ha bisogno di essere ripresa e potenziata. Vedrete che la prova di maturità avrà comunque dei riferimenti alla storia, non è stata assolutamente messa da parte, la competenza e la conoscenza della storia serviranno per affrontare la maturità”.

Alla manifestazione partecipano anche gli studenti degli atenei italiani, che si lamentano del fatto che la politica si sia dimenticata di loro. A presentare il punto di vista degli universitari c’è Enrico Giuliani, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari: “Sul fronte universitario assistiamo solo a slogan e parole vuote. Ancora una volta non si prevede una netta inversione di rotta sul finanziamento del sistema universitario, mentre osserviamo i diversi ministri esprimersi confusamente su una ipotetica revisione del sistema di accesso a numero chiuso all’università nel silenzio assordante del Miur”.

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