Scioperi: perché succedono sempre di venerdì

È stato indetto lo sciopero nazionale dei medici e, come spesso accade, cade di venerdì: ecco perché

È venerdì e, come spesso capita, arriva uno sciopero. L’ultimo in ordine cronologico è lo sciopero nazionale dei medici indetto dalle Associazioni sindacali.

L’agitazione prevede l’astensione dal lavoro di 24 ore, anche se verranno garantiti i servizi essenziali “a salvaguardia dei diritti delle persone”. Lo sciopero dei medici del Servizio sanitario nazionale “provocherà forti disagi negli ospedali italiani, con il probabile blocco delle sale operatorie che avrà come conseguenza l’annullamento di migliaia di interventi” ha dichiarato il Sindacato degli Anestesisti Rianimatori. Ma quello dei medici è solo l’ultimo di una lunga serie di agitazioni sindacali indette di venerdì: dai trasporti, alla scuola, quasi il 90% degli scioperi viene proclamato nel giorno prima del weekend.

Il venerdì non è un giorno casuale, ma la sua scelta risponde ad una logica precisa, che si basa sul significato dello stesso sciopero. Esso acquista senso quando veicola una richiesta precisa, facendo pressioni in modo da aprire un tavolo di confronto con la controparte, inizialmente poco disposta a dialogare. Nel caso in cui il sindacato decida di indire uno sciopero durante la settimana, l’adesione da parte dei lavoratori potrebbe essere inferiore, mentre se lo sciopero viene indetto di venerdì, aumenta sensibilmente il numero di chi decide di aderirvi. Un maggior numero di partecipanti comporta una maggiore probabilità che l’agitazione sindacale venga avvertita dalla comunità, dai cittadini e dalle organizzazioni sulle quali, per conto dei lavoratori e in difesa di loro diritti e richieste, i sindacati vogliono fare pressione.

Scegliere di scioperare di venerdì favorisce quindi la partecipazione dei lavoratori e aumenta il potere di negoziazione dei sindacati. Accanto a questo, ci sono poi altre possibilità: nel caso ad esempio dello sciopero dei trasporti, in una grande città come Roma, la scelta del venerdì potrebbe essere in realtà motivata dal flusso di traffico. A differenza infatti di quanto si possa pensare, “chi sciopera sostiene che la scelta del venerdì abbia come scopo quello di creare il maggiore disagio possibile, visto che in quel giorno ci sono i flussi maggiori in entrata e in uscita da Roma. Tuttavia i dati di traffico per mezzi pubblici e privati ci dicono che i giorni clou della settimana sono il martedì, il mercoledì e il giovedì”, ha dichiarato Carlo Tortorelli di Trenino Blu.

Tra le diverse ipotesi, quel che è certo è che se scioperare di venerdì da un lato rafforza il potere del sindacato, dall’altro diminuisce la credibilità di chi indice lo sciopero e dei lavoratori che ne prendono parte, perché si insinua nell’opinione pubblica il dubbio che una parte dei lavoratori aderenti partecipi solo per avere un week-end più lungo. Forse più che ai giorni di sciopero, sarebbe meglio guardare alle sue motivazioni e, chissà, partecipare. Di venerdì.

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