RITA: tutto ciò che c’è da sapere sulla Rendita Integrativa Transitoria Anticipata

Rendita Integrativa Transitoria Anticipata: sai di cosa parliamo? I Consulenti del Lavoro te lo spiegano

Mentre si discute della opportunità di introdurre la “flat tax”, che proprio non si confà con un sistema fiscale bizantino come il nostro, l’Inps pubblica la circolare 62 di qualche giorno fa con la quale ci fornisce le indicazioni sui requisiti necessari per l’accesso alla pensione dal 2019. Notizie positive per sperare di andare in pensione qualche tempo prima? Macché. Allora più che mai oggi è necessaria una giusta programmazione soprattutto ai giovani ma anche ai meno giovani, previdenzialmente parlando si intende. Un’idea ce l’avrei: vi posso presentare Rita.

Chiariamo innanzitutto che Rita non è una accondiscendente funzionaria dell’Inps che, magheggiando con gli estratti conto contributivi, ci permette di andare in pensione prima. Essa è l’acronimo di Rendita Integrativa Transitoria Anticipata ed è un potente strumento che viene usato nella pianificazione previdenziale appositamente per anticipare l’uscita del mondo del lavoro. Ma allora, cosa è in concreto questa Rita?

Immaginiamo di avere un classico salvadanaio a forma di maialino di porcellana. Immaginate di inserire in questo salvadanaio del denaro che risparmierete mese dopo mese, anno dopo anno, nell’arco della vita lavorativa e che, con il passare del tempo, questo si riempia. A cinque anni dalla futura percezione di quello che sarà il vostro assegno pensionistico, immaginate di scuotere questo salvadanaio e accorgervi che questi non è ancora abbastanza pieno. Allora provate a riempirlo ancora un po continuando a lavorare fino a che non lo giudichiate abbastanza pieno. Da quel momento potrete decidere di non lavorare più e potrete spaccare il vostro salvadanaio cosi da attingere a questi risparmi, frazionandoli mese per mese, fino a quando, finalmente, percepirete il vostro assegno pensionistico.

Ecco, la Rita funziona un po cosi: ci permette di attingere ai soldi accumulati nel fondo di previdenza complementare (nella metafora di prima, il maialino di porcellana) per poter uscire anticipatamente dal mondo lavorativo percependo sempre del denaro per vivere il quotidiano fino a che, finalmente, non si percepirà la pensione vera e propria.

La RITA quindi è sostanzialmente una nuova prestazione della previdenza complementare, che si aggiunge a quelle già previste, a carico dei fondi pensione e la potenza di questo strumento dipende principalmente da due fattori: tempo e facilità di risparmio. Potete immaginare che prima io accumulo denari in questo salvadanaio e più chiaramente sono le somme accumulate che mi permettano di uscire dal mondo dal lavoro in anticipo senza risentirne finanziariamente. Se il tempo a disposizione per accumulare è breve, diciamo sotto al ventennio, si dovrà chiaramente agire sulle somme da accantonare aumentandole ed esponendomi ad un altro problema: quanta è la mia capacità di risparmio attuale? Posso permettermelo ora?

Pianificare con uno strumento del genere dovrebbe essere la priorità di ogni lavoratore di oggi ma conoscere la materia che orbita alla previdenza e si incastra in altri settori (fiscali in primis) non è da tutti. Quindi perché non chiederlo ad un consulente del lavoro esperto di previdenza che può assicurarvi professionalità e imparzialità?

A cura di Alessandro Ribecca
Consulente del Lavoro
Associazione Giovani Consulenti del Lavoro Pavia

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