Pensione casalinghe: quale tutela per chi si è dedicato a tempo pieno alla cura della famiglia

Guida pratica all'iscrizione fondo pensione casalinghe: quando spetta, requisiti e come si calcola

Pensione e casalinghe: qual è la tutela per chi si è dedicato a tempo pieno alla cura della famiglia?

L’iscrizione al fondo pensione casalinghe può essere una risposta.

Chi è iscritto al fondo casalinghe potrebbe ottenere la pensione anche a 57 anni di età, e con 5 anni di contributi, ma soltanto se l’assegno supera 543,60 euro mensili; in caso contrario, cioè se la rendita mensile a cui si ha diritto risulta più bassa, bisogna aspettare i 65 anni per ottenere la pensione e, una volta compiuti, è possibile ricevere la pensione dal fondo Inps casalinghe senza dover rispettare alcuna soglia minima di reddito.

L’iscrizione al fondo casalinghe può essere effettuata osservando alcuni requisiti:

  • età tra i 16 e i 65 anni;
  • svolgimento di un’attività – senza vincoli di subordinazione – dedita alla cura della famiglia e connessa con le proprie responsabilità familiari;
  • non essere titolari di una pensione diretta;
  • non avere rapporti di lavoro dipendente o autonomo per i quali si sia obbligati a iscriversi ad altro ente o cassa previdenziale.

Una volta iscritti al fondo, non si è obbligati a versare un minimo di contributi; tuttavia, perché risulti accreditato almeno un mese di contributi, è necessario versare 25,82 euro, mentre, perché sia accreditato tutto l’anno, bisogna versare all’Inps 310 euro. Se si versa di meno, saranno accreditati i soli mesi corrispondenti alla cifra versata.

Se in un anno si versano più di 310 euro, i contributi non possono essere “spalmati” in anni diversi, ma servono soltanto ad aumentare la misura dell’assegno di pensione.

Nel fondo di previdenza delle casalinghe, i trattamenti di pensione sono calcolati col sistema contributivo: l’assegno di pensione è determinato esclusivamente dai contributi versati e dall’età pensionabile in base alla media quinquennale del Pil (prodotto interno lordo). Si ottiene così il montante contributivo che, moltiplicato per il coefficiente di trasformazione, determina la pensione casalinghe spettante nell’anno.

In buona sostanza, per calcolare la pensione casalinghe si possono contare solo i contributi accantonati, i quali non possono essere sommati o riuniti con quelli di altre gestioni previdenziali; tuttavia, la pensione casalinghe può essere cumulata con l’assegno sociale, che si ottiene nel caso in cui il reddito non superi i 5824 euro annui, se il richiedente non è coniugato, o i 116492, 82 euro annui, se il richiedente è coniugato.

a cura di Francesca Andreoli, Avvocato

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