Naspi, termini presentazione per il lavoratore in malattia: chiarimenti Inps

Decorrenza e sospensione dei termini per la presentazione della domanda di indennità Naspi

L’Inps, con il messaggio n. 4211 del 18 novembre 2019, si è espresso sulla decorrenza e sospensione del termine per la presentazione della domanda di indennità Naspi in caso di “evento di malattia insorto prima o dopo la cessazione del rapporto di lavoro subordinato”.

Cosa succede se il lavoratore dipendente, dopo la cessazione del rapporto di lavoro (o prima della scadenza del contratto) si ammala? I 68 giorni di tempo per poter richiedere la Naspi sono da considerarsi sospesi? E da quando iniziano di nuovo a decorrere? Al fine di chiarire questi dubbi, allora, l’Istituto Previdenziale ha subito specificato che è necessario tenere conto “della diversa disciplina della malattia e della indennizzabilità della stessa a seconda del contratto di sottostante al rapporto di lavoro”.

Come precisato nella circolare n. 94 del 2015, se dopo la data di cessazione del rapporto di lavoro si verifica un evento di malattia comune indennizzabile da parte dell’Inps o di infortunio sul lavoro/malattia professionale indennizzabile da parte dell’Inail, il termine di presentazione della domanda Naspi è da considerarsi sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento stesso di malattia/infortunio. Lo stesso termine riprenderà a decorrere per la parte residua una volta venute meno le condizioni che hanno generato l’infortunio o la malattia.

Allo stesso modo il termine di 68 giorni per la presentazione della domanda Naspi è da considerarsi sospeso anche quando l’evento di malattia o infortunio si verifica durante il rapporto di lavoro e si protrae oltre la cessazione dello stesso (mentre riprende a decorrere con la fine della malattia/infortunio).

La Giurisprudenza in questo caso parla chiaro e, con le sentenze n. 27167 del 23 dicembre 2009 e n. 17163 del 10 agosto 2011 emanate dalla Corte di Cassazione, ha stabilito che l’interruzione del rapporto di lavoro è da considerarsi condizione necessaria per la decorrenza del termine di decadenza per la presentazione della domanda Naspi, poiché comporta la cessazione dei mezzi di sussistenza del lavoratore. Quando però si verifica l’intervento del sistema previdenziale, come nel caso di malattia coperta dall’Inps o infortunio/malattia coperti dall’Inail, “il riconoscimento in capo al lavoratore disoccupato di altre prestazioni di natura previdenziale preclude la decorrenza del termine di decadenza stesso“.

Il termine per la presentazione della domanda, come stabilisce l’articolo 129, comma 5, del R.D.L. n.1827 del 4 ottobre 1935, è inoltre da considerarsi sospeso durante il “periodo di malattia per il quale il disoccupato abbia titolo ad altre prestazioni economiche di natura previdenziale”.

Fatte queste premesse, tuttavia, l’Inps con il suo ultimo messaggio ha specificato che, nel caso in cui la normativa prevista per la specifica categoria di lavoratore subordinato non tuteli la malattia oltre la data di cessazione del rapporto di lavoro (come ad esempio capita per i lavoratori a tempo determinato del settore commercio), e quindi ci si trova davanti ad un evento di malattia/infortunio non indennizzabile, “il termine di presentazione della domanda di Naspi non può essere sospeso e pertanto decorre secondo le regole ordinarie”.

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