Malore a lavoro, come gestire l’abbandono del posto di lavoro

Come ci si deve comportare, secondo la legge, se ci si sente male mentre si è a lavoro?

Un lavoratore che trascorre diverse ore in ufficio, in magazzino o in generale sul proprio posto di lavoro, può essere soggetto ad alcuni rischi.

Questi possono essere legati a possibili incidenti come ad esempio un infortunio, oppure a un leggero malessere. Può capitare infatti che un periodo di lavoro particolarmente intenso possa essere la causa di un malore. Tuttavia, anche un semplice mal di testa che non vuole andare via o l’inizio di un’influenza, possono mettere a dura prova il normale svolgimento delle attività.

Cosa succede in questi casi? Il lavoratore può abbandonare il posto di lavoro? Per la legge sì, è possibile, ma è necessario compiere alcuni adempimenti. Il dipendente può infatti lasciare l’attività lavorativa, a patto però che esistano dei motivi reali e ben documentabili. Uno di questi, è proprio un possibile malessere: se il diretto superiore in quel momento non è reperibile e non è dunque possibile comunicargli quanto accaduto, il lavoratore ha diritto a lasciare l’ufficio, dopo aver preventivamente avvisato un collega. Inoltre, al rientro, sarà necessario presentare una documentazione medica, che dia conferma che l’allontanamento dal posto di lavoro è avvenuto per un motivo molto valido.

La tutela della salute del lavoratore viene prima degli interessi dell’azienda, per questo motivo il dipendente non può essere licenziato. A confermarlo è la Cassazione: non è possibile licenziare il lavoratore, se quest’ultimo ha lasciato la propria postazione per un malore che impediva l’esecuzione delle consuete attività e dopo aver avvisato i colleghi.

Il posto di lavoro può essere abbandonato anche nel caso in cui esista un pericolo per il dipendente e se la sua sicurezza è messa a repentaglio.

Il licenziamento è invece possibile, quando un lavoratore lascia il lavoro senza avvisare i colleghi, per poi inviare un certificato medico falso. In questo caso, venendo a mancare la fiducia del datore di lavoro nei confronti del suo dipendente, quest’ultimo può incorrere in un licenziamento.

Nel caso di lavoratori a servizio di enti pubblici invece, si fa riferimento al Ccnl (contratto nazionale di categoria integrativo) del 2001. Se il certificato medico coincide con la giornata in cui il dipendente ha accusato il malore, questa verrà considerata un’assenza per malattia. Diversamente, se il certificato medico decorre dal giorno successivo a quello del malore e quindi il dipendente, dopo aver prestato servizio per alcune ore è andato a casa, il lavoratore dovrà poi recuperare le ore perse in accordo con il proprio superiore.

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