Inail, tutela infortunistica nei casi accertati di infezione da coronavirus

Le indicazioni Inail sulle prestazioni garantite in caso di infortunio del lavoratore derivante dal coronavirus

In questo momento tanti lavoratori, soprattutto in certi settori quali ad esempio quello sanitario e quello della grande distribuzione, sono fortemente esposti al rischio di contagio da Coronavirus nello svolgimento della propria attività.

L’Inail è recentemente intervenuto in merito, fornendo indicazioni sulle prestazioni garantite in caso di infortunio del lavoratore derivante da tale virus.

L’Istituto, innanzitutto, ha inquadrato nella categoria degli infortuni sul lavoro l’infezione da Coronavirus sviluppata negli ambienti di lavoro e/o nell’esercizio delle attività lavorative, valutandola al pari delle malattie infettive e parassitarie dove la causa virulenta è equiparabile a quella violenta.

Sono tutelati tutti i lavoratori dipendenti e assimilati con i requisiti del DPR 1124/1965 nonché i lavoratori parasubordinati, gli sportivi professionisti dipendenti e gli altri soggetti assicurati secondo norme speciali.

In particolare, ai fini della tutela infortunistica, per gli operatori sanitari così come per coloro che svolgono altre attività che prevedono il costante contatto con il pubblico, essendo a elevato rischio di contagio, vale la presunzione di esposizione professionale.

La tutela opera anche nei casi ove l’evento che ha determinato il contagio non possa essere provato dal lavoratore o non sia noto o l’identificazione delle precise cause e condizioni lavorative sia difficoltosa. L’accertamento medico-legale segue l’ordinaria procedura focalizzandosi sugli elementi epidemiologici, clinici, anamnestici e circostanziali.

Per quanto riguarda gli infortuni in itinere, si precisa che è riconosciuto come tale quello occorso in seguito a contagio da Coronavirus avvenuto nel percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro e, in deroga alla normativa vigente e fino al termine dell’emergenza epidemiologica, anche se è stato utilizzato un mezzo privato.

In caso di decesso del lavoratore e anche qualora lo stesso non fosse assicurato all’Inail, ai familiari spetta l’una tantum erogata dal Fondo delle vittime di gravi infortuni sul lavoro.

In merito agli aspetti procedurali legati alla denuncia e/o comunicazione di infortunio, il medico certificatore dovrà trasmettere telematicamente all’Inail il certificato secondo le consuete modalità indicando nello specifico la data dell’evento, la data di astensione dal lavoro per inabilità temporanea assoluta in seguito all’infezione contratta ovvero la data di astensione dal lavoro per quarantena o permanenza domiciliare fiduciaria.

Laddove non opera la presunzione di origine professionale dell’avvenuto contagio, il medico dovrà indicare anche le cause e le circostanze, la natura della lesione e il rapporto con le cause denunciate.

I datori di lavoro assicurati all’Inail, ricevuta la certificazione che attesta l’infortunio da Coronavirus, dovranno provvedere all’invio della denuncia/comunicazione di infortunio secondo le regole e le tempistiche ordinarie avendo cura di compilare l’apposito campo “malattia infortunio”.

A cura di Claudia Garretta
Consulente del Lavoro 

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro Pavia

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