Il lavoro agile e la Pubblica amministrazione

Per poter impiegare il lavoro agile nella PA, soprattutto, è necessario conciliare i tempi di vita e di lavoro, oltre che incrementare la produttività

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia Consulenti del lavoro

Il lavoro agile è introdotto al capo II della l. n. 81 del 2017 e l’art. 18, comma 1 e viene definito come una modalità di svolgimento del rapporto di lavoro subordinato, è possibile dedurre dal dettato che sia ricompresa nel lavoro subordinato. La disciplina del lavoro agile prevista dalla legge n. 81/2017 si estende sia alla pubblica amministrazione, sia al settore privato.

Di seguito, è stata emanata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per attuare i commi 1 e 2 dell’art. 14 della legge n. 124/2015, la direttiva n. 3/2017. Infatti, l’art. 18, c. 3, specifica, che la disciplina del lavoro agile si estenda, in quanto compatibile, anche ai rapporti alle dipendenze della Pubblica Amministrazione, secondo le direttive promulgate anche ai sensi dell’art. 14 della legge n. 124/2015.

La direttiva n. 3/2017, recuperando l’espressione dell’art. 18, c. 1, l. n. 81/2017, descrive il lavoro agile come una modalità di svolgimento del rapporto di lavoro subordinato, pattuita tramite l’accordo tra le parti, senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro. Per poter impiegare il lavoro agile nella PA, soprattutto, è necessario conciliare i tempi di vita e di lavoro, oltre che incrementare la produttività.

Nessuno dei lavoratori che aderiscono alla modalità di lavoro agile potrà essere svantaggiato in termini economici, né tantomeno nelle prospettive di carriera. La prestazione lavorativa è eseguita in parte all’interno di locali dell’amministrazione e in parte all’esterno, senza la presenza di una postazione fissa, con i soli vincoli di orario massimo previsti dalla legge e dalla contrattazione collettiva e con la possibilità di utilizzare strumenti tecnologici. Inoltre, la direttiva suddivide in quattro fasi le operazioni per attuare l’art. 14 della legge n. 124/2015 in ogni singola amministrazione.

Uno dei punti cardine della direttiva rappresenta la richiesta alle singole amministrazioni di adottare uno specifico atto-regolamento interno, utile a definire tutti gli aspetti indispensabili del lavoro agile e relativi all’influenza che quest’ultimo ha sui rapporti di lavoro. Infatti, ad esempio, ormai quasi ogni singola amministrazione è dotata di un regolamento interno e il MEF è uno dei ministeri più attivi in tale ambito.

Nella parte finale, la direttiva si pronuncia in materia di poteri di controllo e di natura disciplinare, richiamando in modo esplicito l’art. 21 della legge n. 81/2017 e l’art. 4 St. lav.

Infine, un punto critico dell’intero processo di incentivazione del lavoro agile è costituito dalla materia della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e, proprio per questo motivo, la direttiva fornisce indicazioni esemplificative per la definizione dei contenuti minimi dell’informativa che il datore di lavoro deve fornire.

Dario Calderara

Dottorando di diritto del lavoro
Sapienza Università di Roma

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro Pavia

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia Consulenti del lavoro L’associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia nasce nel 2015 grazie ad alcuni giovani professionisti che operano nel campo giuslavoristico e dell’amministrazione del personale, affiancando le azienda in ogni processo decisionale riguardo la gestione delle risorse umane.

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