Il lavoratore studente e il diritto allo studio

Che diritti ha un lavoratore che contemporaneamente studia, qual è il periodo massimo che può essere richiesto e come viene retribuito

In Italia si contano migliaia di lavoratori impegnati in percorsi formativi a ogni livello di istruzione da quella primaria a quella di qualificazione professionale.

I dipendenti che si iscrivono e frequentano corsi in scuole statali, pareggiate, legalmente riconosciute o che rilasciano titoli di studio legali sono tutelati, in ambito lavorativo, in merito al diritto allo studio.

Per quanto guarda l’organizzazione del lavoro e l’orario, l’art. 10 dello Statuto dei Lavoratori prevede che i lavoratori studenti non sono obbligati a prestare lavoro straordinario o festivo e in caso di lavoro su turni, gli stessi devono essere fissati in modo che non ostacolino la frequenza del corso cui sono iscritti e la preparazione degli esami previsti.

La stessa legge stabilisce dei permessi retribuiti per assentarsi dal lavoro nei giorni in cui si effettuano gli esami, anche di tipo universitario. Per poterne usufruire occorre farsi rilasciare idonea certificazione che attesti la presenza all’esame indicando sede dell’istituto e data.

I contratti collettivi del settore privato generalmente prevedono anche dei permessi aggiuntivi che possono essere richiesti per motivi di studio e in particolare per frequentare i corsi in concomitanza con l’orario di lavoro (alcuni CCNL concedono tali permessi anche nel caso di non coincidenza con lo stesso).

La disciplina sulle modalità, i termini, il numero di ore e la percentuale di lavoratori che possono usufruire contemporaneamente di questi permessi senza pregiudicare l’attività aziendale è totalmente demandata ai contratti collettivi e a eventuali accordi integrativi.

I permessi possono essere concessi anche agli studenti fuori corso e a chi è già in possesso di una laurea e frequenta un nuovo corso.

Durante le assenze, il dipendente ha diritto alla retribuzione come se avesse regolarmente lavorato e maturano pienamente le mensilità aggiuntive, le ferie e il trattamento di fine rapporto.

In base alla Legge 8 marzo 2000 n. 53, i lavoratori studenti possono richiedere anche un congedo non retribuito purché abbiano un’anzianità aziendale di almeno 5 anni.

Tale congedo può essere usufruito per il conseguimento di un titolo di studio dall’istruzione obbligatoria a quella di secondo grado, diploma universitario o laurea o per la partecipazione ad attività di formazione che non siano già quelle erogate dall’azienda.

Il periodo massimo che può essere richiesto è pari a 11 mesi, frazionati o continuativi, nell’arco dell’intera vita lavorativa.

Il datore di lavoro può negare o differire lo svolgimento di tale congedo per comprovate esigenze aziendali.

Durante il congedo, al dipendente non spetta la retribuzione, non matura l’anzianità di servizio né altri istituti contrattuali differiti, ma permane il diritto alla conservazione del posto di lavoro.

A cura di Claudia Garretta
Consulente del Lavoro 

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro Pavia

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