I permessi elettorali per i lavoratori dipendenti

Come funzionano i permessi elettorali?

Il 26 maggio i cittadini italiani sono stati chiamati alle urne per le elezioni europee, regionali e amministrative 2019, che hanno impegnato migliaia di lavoratori pubblici e privati nelle operazioni di seggio.

Quali sono i diritti spettanti a questi lavoratori? Come devono essere gestite le giornate di assenza dal lavoro? Quale documentazione deve essere presentata al datore di lavoro?

Le risposte a queste domande si possono trovare nella normativa sui permessi elettorali che tutela i lavoratori con contratto di lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato, sia in merito all’assenza dal lavoro, sia per quanto riguarda il trattamento economico spettante per le giornate ai seggi.

Tale normativa prevede, innanzitutto, che il lavoratore dipendente con il ruolo di scrutatore, segretario, presidente, vice – presidente, rappresentante di lista o di partito possa assentarsi dal lavoro richiedendo un permesso retribuito per i giorni delle operazioni di voto.

Di norma le operazioni iniziano il sabato quale giorno di preparazione delle schede e terminano la domenica o il lunedì a seconda del tipo di consultazione.

Le giornate trascorse al seggio, coincidenti con l’orario lavorativo, danno diritto ad una assenza retribuita, pertanto, al lavoratore deve essere corrisposta la normale retribuzione spettante in caso di giornata lavorata.

Per i giorni festivi o non lavorativi come il sabato, in caso di settimana corta, il lavoratore può usufruire di altrettante giornate di riposo compensativo ovvero di ulteriori quote di retribuzione in aggiunta a quella mensile, salvo diversa previsione del contratto collettivo nazionale applicato.

Nel caso in cui il lavoratore scelga di usufruire del riposo compensativo, lo stesso deve essere goduto con immediatezza dopo il termine delle operazioni elettorali in quanto lo scopo è quello di compensare la mancata fruizione di un giorno ordinario di riposo.

Se le operazioni di scrutinio si protraggono nella giornata del lunedì, anche solo per poche ore, il lavoratore è legittimato ad assentarsi per l’intera giornata e gli spetta l’intera retribuzione.

Il trattamento economico dei permessi elettorali è a totale carico del datore di lavoro e concorre a formare il reddito imponibile sia ai fini contributivi che fiscali secondo gli ordinari regimi.

Si sottolinea, infine, che per poter usufruire dei permessi, il lavoratore deve preventivamente comunicare al datore di lavoro la sua partecipazione ai seggi e le assenze devono essere giustificate mediante presentazione di idonea documentazione.  In particolare, gli scrutatori e i segretari devono farsi rilasciare il decreto di nomina dal comune e la certificazione di avvenuta partecipazione alle operazioni di voto, con indicazione dell’ora e del giorno di inizio e fine, rilasciata dal presidente del seggio. Il presidente del seggio deve consegnare copia della certificazione vistata dal vice-presidente del seggio stesso.

A cura di Claudia Garretta
Consulente del Lavoro 

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro Pavia

 

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