Eutanasia e testamento biologico: cosa prevede il nostro ordinamento giuridico

Ecco cosa prevede il nostro ordinamento giuridico in tema di eutanasia e testamento biologico

Negli ultimi anni soprattutto, si è sentito parlare spesso di eutanasia. Letteralmente “buona morte”, consiste nel provocare intenzionalmente il decesso – previa richiesta – a una persona che ha una vita compromessa dalla malattia. In Italia è legale? Ecco cosa prevede il nostro ordinamento giuridico.

L’eutanasia in Italia

Come testimoniano vari casi avvenuti nel nostro Paese, l’eutanasia non è considerata una pratica legale dalla legge italiana. L’ordinamento giuridico, infatti, l’assimila all’omicidio volontario (perseguibile dall’art.575 del codice penale). Se c’è invece il consenso del soggetto affetto da malattia, si rientra nella fattispecie prevista dall’art.549, che disciplina l’omicidio del consenziente. Non è previsto nemmeno il suicidio assistito. La conseguenza per questi atti, sono diversi anni di carcere.

Solo nel caso in cui una persona sia tenuta in vita artificialmente da macchinari (e riversi in stato vegetativo), è prevista la possibilità che il giudice decida d’interrompere il presidio sanitario. Nel caso in cui l’individuo, in vita, non avrebbe mai acconsentito alla sospensione, non è possibile procedere. La conditio sine qua non, infatti, è sempre e comunque la volontà dell’interessato. Questo caso, ovviamente, non rientra nella definizione di eutanasia.

Il testamento biologico

Per meglio regolare quest’ultimo aspetto, il 14 dicembre 2017 è stata approvata in via definitiva la legge “Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari”. Molti la conoscono come “testamento biologico”, e sancisce il diritto della persona a stabilire anticipatamente le sue volontà nel caso in cui si trovi nella posizione di non poterlo fare.

Una persona può disporre le Disposizioni anticipate di trattamento (DAT), che consentono di scegliere – quando se ne ha la possibilità – il tipo di assistenza sanitaria cui dare il proprio accordo. Si può chiedere in via generica di non essere rianimati o intubati, e vietare di avviare trattamenti nel caso in cui si vada comunque a versare in uno stato vegetativo o d’incoscienza. Nel caso in cui il medico crede di poter evitare queste situazioni e salvare il paziente, può decidere di disattendere le Disposizioni anticipate di trattamento.

Ci sono vari modi di registrare le proprie Disposizioni anticipate di trattamento. Queste possono essere scritte a mano o al computer, o registrate. Devono essere firmate davanti a un notaio o a un pubblico ufficiale, e inserite nel fascicolo medico elettronico della Regione di appartenenza.

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