Emersione rapporti di lavoro: come funziona la sanatoria

Cosa ha previsto il Dl Rilancio in termini di sanatoria per i rapporti di lavoro

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia Consulenti del lavoro

Il Decreto Rilancio ha previsto, al suo interno, una doppia sanatoria del lavoro.

Le due sanatorie del lavoro non potranno riguardare tutti i settori economici e produttivi, ma solamente quelli specificatamente indicati tra cui:

  • l’agricoltura, l’allevamento, la zootecnica, pesca, acquacoltura e attività connesse;
  • l’assistenza alla persona per se stessi o per componenti della propria famiglia affetti da patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza ( anche se non conviventi );
  • lavoro domestico di sostegno al bisogno famigliare.

Come avvenuto nel 2012 con la sanatoria mise in regola trecentomila persone, e le stime parlano di circa duecentomila colf e badanti che potrebbero essere coinvolti nella sanatoria. Questo consentirebbe il rilascio di un regolare permesso di soggiorno per lavoro, a seguito dell’accoglimento dell’istanza.

Ecco chi riguarderà:

  1. Lavoratori già occupati irregolarmente: permetterà al datore di lavoro di regolarizzare un rapporto di lavoro già in essere, instaurato con cittadini comunitari, non comunitari ed italiani al fine di permettere la regolarizzazione di contratti di lavoro in corso prestati da soggetti regolarmente presenti sul territorio.
  2. Lavoratori irregolari: tramite questo secondo canale invece si vuole dare la possibilità di occupazione e di concludere un contratto di lavoro a favore dei lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno e quindi irregolari sul territorio.

Le istanze inoltre non potranno riguardare indistintamente qualsiasi cittadino straniero presente sul territorio, ma solamente coloro che risultino presenti prima dell’8 marzo 2020 e che non si siano allontanati dopo tale data. A proposito la prova potrà essere fornita tramite dichiarazione di presenza effettuata dal cittadino straniero in entrata nel territorio nazionale, rilievi fotodattiloscopici, altra documentazione con data certa.

Le istanze di emersione dovranno essere presentate entro l’arco di tempo che va dal 1 giugno 2020 ed entro il 15 luglio 2020, a seconda della richiesta, all’Inps o allo Sportello Unico Immigrazione, previo pagamento di un contributo forfettario a titolo di copertura dei costi di procedura pari a 500,00 € e di una marca da bollo di € 16,00.

Successivamente andrà versato un ulteriore contributo forfettario, la cui determinazione e le relative misure di pagamento saranno stabilite con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

In entrambi i casi il datore di lavoro dovrà dimostrare di possedere la capacità economica per poter assumere il lavoratore, salvo si tratti di datore di lavoro affetto da patologie che ne limitano l’autosufficienza.

Ricordiamo inoltre che sempre all’interno del Decreto Rilancio è stata prevista una la possibilità per i cittadini stranieri, titolari di permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, non rinnovato e non convertito in altro permesso, di chiedere alla Questura il rilascio di permesso di soggiorno temporaneo, valido solo nel territorio nazionale per la durata di sei mesi decorrenti dalla data di presentazione dell’istanza.

 

A cura di Pamela Damaschi
Consulente del Lavoro 

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