Congedo paternità 2018: tutte le novità

Sei diventato papà nel 2018? Ecco la guida che fa per te.

Importanti novità sono state introdotte per il 2018 in merito alla durata del c.d. congedo papà, che appartiene ad una serie di strumenti messi a disposizione dei genitori per accudire i figli

E’ previsto infatti per i neo-padri lavoratori la possibilità di assentarsi dal posto di lavoro, mantenendo la retribuzione, per un massimo di cinque giorni per la cura e l’assistenza dei figli nati dal 1° gennaio 2018.

Istituito con la legge Fornero del 2012 quale misura a sostegno della genitorialità e di una maggiore condivisione delle attività familiari tra madre e padre, il congedo papà spetta ai lavoratori dipendenti padri naturali, adottivi o affidatari.

Tale congedo può essere fruito entro e non oltre il quinto mese di vita del bambino o dall’ingresso in famiglia in caso di adozioni o affidamenti nazionali e internazionali.

La richiesta può essere presentata anche in concomitanza con il congedo di maternità della lavoratrice madre (astensione obbligatoria) e anche se il padre fruisce del congedo di paternità obbligatorio in sostituzione della madre.

Vediamo di seguito nel dettaglio le caratteristiche e le norme che regolano le due tipologie di congedo papà: congedo obbligatorio e congedo facoltativo.

Dal 2018 il congedo obbligatorio è raddoppiato da due a quattro giorni da godere anche in via non continuativa, ma non in ore.

Il congedo facoltativo, sospeso nel 2017, è stato ripristinato nel 2018 e può essere usufruito per un solo giorno.

E’ importante sottolineare che il giorno di congedo facoltativo è da richiedersi in sostituzione a un giorno del congedo di maternità della madre che vi rinuncia.

Ma quali sono gli adempimenti necessari per richiedere questi congedi?

Il padre lavoratore deve semplicemente presentare al proprio datore di lavoro, con almeno quindici giorni di anticipo, la domanda di congedo obbligatorio (autodichiarazione) indicando le giornate in cui sarà assente dal lavoro. Laddove sia richiesto per il giorno della nascita del figlio, i quindici giorni decorrono dalla data presunta del parto.

Per il congedo facoltativo, il padre deve allegare alla domanda una dichiarazione di rinuncia, da parte della madre, a un giorno del congedo di maternità.  La stessa dichiarazione dovrà essere presentata anche al datore di lavoro della madre lavoratrice.

Per quanto riguarda il trattamento economico, spetta un’indennità giornaliera, a carico dell’INPS, pari al 100% della retribuzione lorda giornaliera. Tale indennità è generalmente anticipata in busta paga dal datore di lavoro. Lo stesso provvederà a comunicare all’INPS le giornate utilizzate a titolo di congedo attraverso la denuncia contributiva mensile.

Vi sono casi, come i lavoratori agricoli e stagionali, per i quali il pagamento è effettuato direttamente dall’Istituto e la domanda è da presentarsi on-line attraverso il servizio dedicato o tramite Contact Center integrato o rivolgendosi a un patronato.

Per ultimo è utile ricordare che, dal punto di vista previdenziale, le giornate di assenza sono coperte da contribuzione figurativa valida ai fini pensionistici.

A cura di Claudia Garretta
Consulente del Lavoro
Associazione Giovani Consulenti del Lavoro Pavia

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