Congedo parentale: chi ne ha diritto e come funziona

I genitori lavoratori possono usufruire del congedo parentale INPS: ecco in cosa consiste e come funziona

Diventare genitori implica tante responsabilità, una di queste è quella di prendersi cura dei propri figli. I genitori lavoratori che hanno dei bambini, hanno la possibilità di richiedere il congedo parentale INPS, o astensione facoltativa.

In cosa consiste il congedo parentale INPS? Si tratta di un periodo di assenza dal lavoro a cui hanno diritto mamma o papà. Concluso il periodo di astensione obbligatoria, uno dei due genitori ha due alternative: riprendere regolarmente l’attività lavorativa oppure prendersi un altro periodo di assenza dal lavoro. In questo caso il genitore lavoratore potrà accudire i propri figli godendo di un congedo retribuito.

Come funziona il congedo parentale INPS? Le modalità di fruizione sono diverse e soprattutto è possibile frazionarlo nel tempo. Nello specifico, il lavoratore può farne richiesta in un’unica soluzione oppure può decidere di suddividerlo in mesi, giorni o ore. Il congedo parentale è frazionato, nel caso in cui tra un periodo e l’altro si riprenda il lavoro anche solo per un giorno. Ad esempio, se si fruisce del congedo dal lunedì al giovedì, sabato e domenica non vanno conteggiati nel computo dei giorni di congedo.

Con figli di età fino ai 12 anni, i genitori possono usufruire di un periodo di congedo parentale per ogni figlio, retribuito in parte. Nel caso in cui si verifichi un parto gemellare, i periodi intesi si moltiplicano in base al numero dei bimbi nati.

Quanto dura il congedo parentale INPS? L’astensione può essere goduta nei primi 12 anni di vita del figlio per un periodo di 6 mesi da parte della mamma lavoratrice, una volta terminata l’astensione obbligatoria e di 6 mesi dalla nascita del bambino, da parte del papà lavoratore. Si può arrivare anche a 7 mesi se ci si astiene per un periodo frazionato o continuativo che non sia inferiore ai 3 mesi.

Il congedo parentale può essere altresì fruito per un periodo di 10 mesi se c’è solo un genitore, ovvero in caso di morte, infermità grave dell’altro genitore, abbandono o affidamento a un solo genitore.

Nel caso in cui il bambino dovesse presentare disabilità gravi accertate ai sensi dell’art. 4, L.104/92, uno dei due genitori lavoratori ha diritto al prolungamento del congedo parentale per un periodo che non deve andare oltre i 3 anni, a patto che il bimbo non sia stato ricoverato presso una clinica specializzata a tempo pieno. In questo caso i genitori hanno diritto all’astensione parentale fino ai docici anni compiuti del bambino.

Congedo parentale: chi ne ha diritto e come funziona