Comunione dei beni e donazioni tra coniugi: quali cautele

Gli effetti della donazione tra coniugi in regime di comunione dei beni e come ottenerli

Francesca Andreoli

Francesca Andreoli Avvocato

La donazione è un contratto con cui una persona arricchisce un’altra trasferendo denaro oppure un bene mobile o immobile.

Oltre a questa donazione, reale, ne esiste un’altra obbligatoria, che si ha quando il donante arricchisce l’altra parte assumendo verso questa un’obbligazione.

La donazione deve avere una caratteristica fondamentale: la liberalità del donante, nel senso che il donante non pretende in cambio denaro o altre utilità. La forma della donazione è l’atto pubblico, e deve inoltre essere accettata per produrre i suoi effetti.

La legge contempla anche limiti alla donazione, che riguardano le stesse restrizioni in materia di successione testamentaria: cioè non deve ledere la quota di legittima.

La donazione può essere revocata per due gravi motivi: ingratitudine del donatario, sopravvenienza di figli; trattasi di due motivi di ordine etico e sociale.

Fatta questa premessa, è bene chiarire che gli effetti della donazione ad un coniuge, variano a seconda del regime patrimoniale della famiglia. In comunione, ad esempio, i beni acquistati successivamente al matrimonio per effetto di donazione non cadono in comunione, se nell’atto non è specificato che siano attribuiti alla comunione. La donazione della nonna alla nipote di una villa, avrà come effetto la circostanza che la nipote diventa proprietaria esclusiva della villa.

Passiamo ora all’ipotesi di donazione tra coniugi in regime di comunione, all’interno del quale non tutti i beni entrano a farvi parte.

Ciascuno dei due coniugi può essere proprietario esclusivo di un bene, per cui nulla vieta a ciascuno di essi di donare un bene personale all’altro, che non faccia parte della comunione.

Non bisogna però dimenticare un aspetto fondamentale: una donazione senza alcuna specificazione ha come effetto che il bene oggetto della donazione rientri nel regime di comunione, pertanto il donante conserva in parte la proprietà del bene donato.

Se, invece, il donante vuole privarsi del tutto di un bene trasferendo la proprietà esclusiva al tuo coniuge, deve specificare questa intenzione nell’atto di donazione.

Francesca Andreoli Avvocato Francesca si laurea in giurisprudenza nel 2016 presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, con una tesi in diritti confessionali dal titolo “I fondamenti religiosi nell’economia islamica”. Dal 2017 collabora con lo studio legale “Rizzo&Associati”, trattando diritto del lavoro. Cura il blog ilpiattodellabilancia.blogspot.com e come giornalista pubblicista si occupa, dal 2018, di inchieste giudiziarie.

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