Chiamate indesiderate dai call center, si potranno bloccare anche sui cellulari

Nel prossimo Consiglio dei ministri un provvedimento per ampliare il famoso Registro delle Opposizioni già attivo da anni per i telefoni fissi e la posta cartacea

Stop alle chiamate indesiderate dai call center anche sui cellulari. Presto questa opzione potrebbe diventare realtà. Tra qualche mese il bombardamento del telemarketing, soprattutto in orari scomodi e fastidiosi, potrebbe finire.

Nel prossimo Consiglio dei ministri, infatti, all’ordine del giorno ci sarà un provvedimento per ampliare il famoso Registro delle Opposizioni, finora riservato ai telefoni fissi. Se il Cdm dirà sì, potremo finalmente bloccare questi numeri. Provvedimento che, se varato, oltre ai 20 milioni di numeri fissi attuali, potrebbe interessare circa 83 milioni di numeri mobili.

Quando sarà esteso il Registro delle Opposizioni

Il Registro Pubblico delle Opposizioni, istituito nel 2010, è un servizio gratuito per l’utente che permette di opporsi all’utilizzo per finalità pubblicitarie dei numeri di telefono fissi di cui si è intestatari e dei corrispondenti indirizzi postali associati, presenti negli elenchi pubblici, da parte degli operatori che svolgono attività di marketing tramite telefono e/o posta cartacea.

I tempi per l’estensione del Registro ai numeri di cellulare, purtroppo, non saranno però rapidissimi (si ipotizza fine 2020), perché dopo il passaggio in Consiglio dei ministri sarà necessaria una consultazione con gli operatori telefonici e le associazioni dei consumatori.

Come iscriversi

Gli utenti che non vorranno più ricevere telefonare indesiderate sul proprio cellulare dovranno iscriversi gratuitamente al nuovo Registro delle Opposizioni, e per farlo avranno a disposizione quattro modalità: web (con la compilazione di un modulo elettronico), telefono (chiamando il numero verde del Registro delle Opposizioni), email (con l’invio di un apposito modulo) o raccomandata.

Dal canto loro, gli operatori telefonici che svolgono attività di telemarketing avranno l’obbligo di consultare il Registro. Lo potranno fare previo pagamento di una tariffa di accesso, che ancora non è stata ipotizzata, al Ministero dello Sviluppo o al gestore che sarà eventualmente individuato ad hoc, nel qual caso dovrà essere assicurata la vigilanza sia del Ministero stesso che del Garante della privacy.

Come funziona oggi il Registro delle Opposizioni

Con il Registro delle Opposizioni ad oggi è possibile bloccare il trattamento dei propri dati personali, presenti negli elenchi telefonici pubblici, da parte degli operatori che utilizzano tali elenchi per svolgere attività di marketing tramite il telefono e/o la posta cartacea. L’opposizione non annulla comunque la validità dei consensi per contatti con finalità commerciali, rilasciati direttamente dagli utenti alle singole società.

La violazione del diritto di opposizione degli utenti prevede l’applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie fino a 20 milioni di euro o, per le imprese, fino al 4% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente.

La realizzazione, la gestione e la manutenzione del Registro Pubblico delle Opposizioni è stata affidata dal Ministero dello Sviluppo Economico alla Fondazione Ugo Bordoni attraverso un contratto di servizio che ne sottolinea la natura di ente terzo, indipendente e impegnato in attività di pubblico interesse.

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