Booking nel mirino della Commissione Ue: di cosa è accusata

Il gigante delle prenotazioni alberghiere ha sottoscritto un accordo con Bruxelles e ora dovrà modificare la propria comunicazione

Quante volte vi è capitato di leggere online (o di sentire in TV): affrettatevi ad acquistare, l’offerta sta per scadere. Oppure, approfittane ora, si tratta dell’ultimo in offerta? Moltissime, immaginiamo. Si tratta, infatti, di una precisa tattica di marketing, volta a far leva sull’impulsività e spingere l’utente all’acquisto istintivo.

Una tattica applicata nei settori più disparati, incluso quello turistico. Solo che, in alcune occasioni, qualcuno potrebbe lasciarsi prendere un po’ la mano e utilizzarla con troppa facilità. O, almeno, questo è quello che pensa la Commissione Europea, che ha avviato un’istruttoria nei confronti di Booking.com, gigante olandese delle prenotazioni alberghiere. Secondo Bruxelles, infatti, molti dei messaggi che compaiono negli annunci delle varie offerte non sono necessariamente corrispondenti con la realtà.

Quando leggiamo: “Ultima camera disponibile sul nostro sito“; “Ultima stanza a questo prezzo” e altri annunci del genere, non sempre ci troviamo a che fare con un qualcosa di reale. Secondo i tecnici dell’Antitrust europea, molti di questi messaggi sarebbero manipolatori, facendo credere agli utenti di stare per acquistare (o prenotare, come nel caso di Booking) dei prodotti o dei servizi scontati che, invece, erano semplicemente a prezzo di mercato.

Per questo motivo, il colosso delle prenotazioni alberghiere online (tra i suoi annunci è possibile trovare camere d’hotel, stanze in bed&breakfast e case vacanze) ha sottoscritto un accordo con le autorità comunitarie impegnandosi ad adottare una comunicazione più chiara e trasparente nei confronti degli internauti che utilizzano il suo sito web. Così, nelle prossime settimane Booking dovrà mettere al bando tutti quegli annunci e quei messaggi che potrebbero confondere i visitatori.

In particolare, Booking si è impegnata con la Commissione Europea a rendere chiaro che dichiarazioni come “ultima camera disponibile” si riferisce esclusivamente alla propria piattaforma di prenotazione e non ad altre; che le offerte a tempo limitato siano effettivamente tali; garantire che i confronti tra prezzi differenti rappresentino risparmi reali; visualizzare il prezzo totale che gli utenti dovranno pagare, incluse le tasse che è possibile calcolare al momento della prenotazione.

Le modifiche avverranno a partire già dalle prossime settimane: nell’accordo tra Booking e Bruxelles viene stabilito che la comunicazione delle offerte dovrà cambiare al massimo entro luglio 2020, così da garantire una nuova e più trasparente comunicazione nei confronti dei visitatori.

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