Assegno al nucleo familiare: il requisito reddituale

Gli assegni vengono riconosciuti previa verifica del requisito del reddito familiare indicato nella domanda telematica presentata all’Inps

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia Consulenti del lavoro

Gli Assegni al nucleo familiare vengono riconosciuti ai lavoratori che ne fanno richiesta al proprio datore di lavoro, previa verifica del requisito del reddito familiare indicato nella domanda telematica presentata all’INPS.

E’ infatti il lavoratore stesso che nella domanda dovrà individuare il proprio nucleo familiare ed indicarne correttamente la situazione reddituale riportando i redditi di ogni componente.

Requisito essenziale per poter percepire l’ANF è che il reddito familiare, deve necessariamente essere composto per almeno il 70% da reddito di lavoro dipendente o assimilati. Pertanto, ad esempio, in una famiglia in cui vi sia un lavoratore dipendente ed un lavoratore autonomo con partita Iva sarebbe opportuno preventivamente verificare se tale percentuale viene rispettata.

Evidenziamo che tra i componenti del nucleo familiare non deve essere indicato il convivente, il coniuge legalmente ed effettivamente separato, il figlio maggiorenne che lavora, pur risultando comunque sullo stato di famiglia del richiedente.

Nella compilazione della domanda i redditi devono essere indicati in due distinte sezioni, che a loro volta presentano due colonne per l’indicazione dei redditi, in modo da permettere all’INPS la verifica dell’incidenza del reddito di lavoro dipendente sugli altri redditi.

La tabella A accoglie tutte le categorie di redditi assoggettabili all’IRPEF. Nella prima colonna devono essere indicati i redditi da lavoro dipendente e assimilati (collaborazione coordinata e continuativa, pensione, disoccupazione, cassa integrazione) compresi alcuni redditi soggetti a tassazione separata, ad esempio arretrati di retribuzioni relativi ad anni precedenti ed indennità sostituiva del preavviso. Nella Seconda colonna devono essere indicati tutti gli altri redditi, ovverosia quelli di qualsiasi natura derivanti da lavoro autonomo, da impresa, di partecipazione, ecc. Vanno inoltre riportati i redditi da fabbricati, da terreni, al lordo dell’eventuale detrazione dell’abitazione principale.

La tabella B raggruppa i redditi esenti da imposta o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta o a imposta sostitutiva, solo se complessivamente superiori a €1.032,91 da intendersi come limite annuo riferito all’intero nucleo familiare. Nella prima colonna devono essere indicati tutti i redditi provenienti dalle pensioni, da assegni e indennità per i non vedenti, sordomuti e invalidi civili, pensioni sociali, ecc. Nella seconda colonna devono essere indicati gli altri redditi, tra questi evidenziamo le somme erogate per premi di risultato assoggettati ad imposta sostitutiva, oltre ai redditi di locazione in cedolare secca, interessi bancari e postali, premi del lotto e dei concorsi pronostici, rendite da buoni del tesoro, ecc.

Si consiglia di verificare sempre i dati presenti nelle dichiarazioni dei redditi supportati dalla Certificazione Unica rilasciata dal datore di lavoro, in quanto alcune tipologie di redditi non vengono indicati nel 730 o nel modello REDDITI.

A cura di Milena Scola
Consulente del Lavoro 

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro Pavia

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Assegno al nucleo familiare: il requisito reddituale