Assegno al nucleo familiare: cosa cambia per i figli con disabilità

L’Inps ha precisato le nuove regole per ottenere gli assegni familiari maggiorati per i figli disabili inclusi nel nucleo familiare

La prestazione dell’Assegno per il Nucleo Familiare, fermo restando il possesso dei requisiti necessari per farne richiesta, viene maggiorata in presenza di nuclei con figli inabili.

Come abbiamo avuto modo di spiegare, la legge prevede che l’assegno compete in misura differenziata: sia in ragione del numero dei componenti del nucleo familiare, sia in relazione al reddito del nucleo medesimo.

Il D.L. n. 69 del 1988, all’articolo 2, comma 2, specifica inoltre che gli importi degli assegni al nucleo familiare sono maggiorati quando i nuclei familiari comprendono: soggetti che si trovino, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro, ovvero, se minorenni, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età.

Pertanto l’Istituto riconosce l’inabilità ai fini dell’ANF per i figli maggiorenni nel caso di impossibilità di dedicarsi ad un qualsiasi e proficuo lavoro, mentre per i figli minori nei casi di incapacità di compiere gli atti di vita quotidiana rispetto alla loro fascia di età.

Nelle precedenti formulazioni l’Istituto paragonava la disabilità di un minore con alto grado di disfunzione, alla condizione utile per fruire dell’assegno di accompagnamento dato ai non deambulanti.

E’ il messaggio dell’Inps n 3604 del 4 ottobre 2019 a fornire i chiarimenti circa la valutazione dell’incapacità legata ai figli minorenni; la stessa sarà sottoposta alla verifica da parte del medico legale INPS che ne accerterà il grado di invalidità.

Fino ad oggi l’autorizzazione dell’Inps veniva concessa in automatico ai soggetto fruitori dell’indennità di frequenza e/o ai titolari dell’assegno di accompagnamento per il figlio disabile.

Ora la maggiorazione degli ANF sarà concessa in subordine alla richiesta di parere intermedio all’Ufficio medico legale di Sede, che a seguito di una disamina del singolo caso sarà in grado di valutare le condizioni del minore.

Attualmente è affidato allo stesso INPS l’accertamento in tema di invalidità civile, pertanto sulla presenza nel minore delle difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età, dovranno esprimersi preliminarmente le Unità Operative Complesse (UOC) o le Unità Operative Semplici Territoriali (UOST) e solo in caso di accertamento di un’invalidità medio grave o grave si potrà procedere agli ulteriori adempimenti.

Nello stesso tempo verrà meno la necessita di presentare domanda di autorizzazione ANF all’Inps, essendo i dati del minore stesso già presenti nell’archivio dell’Istituto.

A cura di Milena Scola
Consulente del Lavoro 

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro Pavia

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