Assegno al nucleo familiare: come funziona in caso di separazione legale o divorzio

Al fine di evitare disguidi con l’ex coniuge, è meglio accordarsi fra le parti all’atto della separazione o del divorzio consensuale, altrimenti sarà il Giudice a pronunciarsi

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia

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A volte non si arriva a pensare che il diritto a percepire l’Assegno per il Nucleo Familiare possa subire variazione al sopraggiungere nella vita familiare di una separazione o un divorzio, invece è proprio così e il percettore della prestazione deve essere consapevole che dovrà avvisare tempestivamente il proprio datore di lavoro al verificarsi di tale evento.

Al fine di evitare inutili disguidi con l’ex coniuge, è meglio accordarsi fra le parti già all’atto della separazione o del divorzio consensuale, individuando il genitore affidatario che è autorizzato alla percezione dell’ANF; altrimenti sarà il Giudice a pronunciarsi in caso di un eventuale controversia legale.

Infatti in caso di affidamento congiunto dei figli, entrambi i genitori sono legittimati a chiedere la prestazione familiare ed, in caso di contrasto tra i coniugi, l’INPS utilizza il criterio della convivenza per determinare l’avente diritto.

Il soggetto così identificato deve presentare preventivamente all’Istituto, esclusivamente in modalità telematica direttamente o tramite patronato, la richiesta di autorizzazione con data di decorrenza coincidente con la data di omologa del Tribunale della procedura di separazione o divorzio. Alla domanda dovrà essere allegata la dichiarazione sottoscritta dall’altro genitore che attesta la situazione lavorativa dello stesso, la mancata percezione degli assegni e l’astensione di farne richiesta per il futuro; inoltre, in caso di affidamento congiunto, si allegherà esplicita rinuncia degli ANF che vengono riconosciuti in favore dell’altro genitore avente diritto.

L’autorizzazione emessa avrà durata di un massimo di cinque anni dalla data di rilascio, alla cui scadenza dovrà essere rinnovata.

Una volta ottenuta l’autorizzazione, dovrà essere presentata, sempre telematicamente all’INPS, la domanda di ANF indicando il richiedente ed i figli, escludendo il coniuge legalmente ed effettivamente separato, il cui reddito non sarà neanche da tenere presente ai fini dell’ammontare dell’assegno familiare.

A conclusione della richiesta, il datore di lavoro erogherà in busta paga mensilmente la somma determinata, prendendo in considerazione i livelli reddituali previsti nella tabella per le famiglie monoparentali.

A decorrere dal 2005 esiste una procedura con pagamento dell’ANF al coniuge dell’avente diritto. Si tratta di una forma di pagamento disgiunto, dove al genitore affidatario non titolare in proprio di un diritto a richiedere la prestazione in quanto non lavoratore o non titolare di pensione, è stata concessa la facoltà di presentare particolare domanda di ANF al datore dell’ex coniuge chiedendo il pagamento diretto in proprio favore, nel rispetto dei requisiti di fatto per la percezione della misura a sostegno del reddito.

Il genitore non affidatario o non convivente con i figli, in assenza di accordi diversi che lo autorizzino alla possibilità di trattenere tali somme, sarà tenuto a versare gli ANF percepiti all’ex coniuge al quale di fatto aspettano.

Milena Scola

Consulente del Lavoro

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