Aprire e validare i profili social con i documenti d’identità: la proposta politica

Sta facendo discutere la proposta di introdurre l'identificazione dei profili sui social

La facilità con cui si utilizzano i social per insultare le persone è spesso disarmante, tanto che sempre più spesso sul web ci si ritrovava davanti a commenti negativi e post che sfociano nelle minacce e nella calunnia. Per contrastare questo fenomeno dilagante, allora, si è pensato bene di proporre l’identificazione dei profili sui social, attraverso un meccanismo che permetta subito di risalire alla persona che sta dietro un account specifico.

L’idea di lavorare ad una legge che renda obbligatorio questo passaggio, propedeutico dunque all’iscrizione ad ogni social network, è stata annunciata da Luigi Marattin, deputato di Italia Viva (il nuovo partito fondato da Matteo Renzi). Marattin, non ha fatto altro che farsi portavoce di una proposta di cui da tempo si parla, e che spesso volti noti e personaggi del mondo dello spettacolo hanno sostenuto.

Emma Marrone, per esempio, ha parlato dell’obbligo di validare i profili social con i documenti d’identità proprio domenica sera da Fabio Fazio, durante la sua ospitata in Rai a Che tempo che fa. Gabriele Muccino, noto regista italiano, proprio recentemente su Twitter ha scritto: “Occorre una legge che obblighi chiunque apra un account social a registrarlo solo tramite l’invio di un documento d’identità. Sapremo solo così chi si nasconde dietro la rete commettendo reati penali sotto l’impunità dell’anonimato”. Secondo quest’ultimo, inoltre, tale intervento deve essere fatto “Subito” e “Al più presto”.

Riprendendo le parole di Muccino, allora, il deputato di Italia Viva ha comunicato a chi lo segue di essere intenzionato a seguire questa strada. “Da oggi al lavoro per una legge che obblighi chiunque apra un profilo social a farlo utilizzando un documento d’identità – ha scritto Marattin – Poi prendi il nickname che vuoi (perché è giusto preservare quella scelta) ma il profilo lo apri solo così”.

Non tutti. però, si sono detti favorevoli alla proposta di legge, tant’è che diverse sono state le critiche avanzate. Queste, comunque, non hanno fermato il deputato che, al contrario, ha lanciato una petizione online per far sentire la sua voce. Qualora un reato dovesse essere commesso da un utente, ha in fine spiegato Marattin, anche le piattaforme social devono essere collaborativi nel rendere più facile e veloce il processo di individuazione del colpevole.

Nel testo della sua petizione, difatti, è possibile leggere: “Proponiamo che anche i social network, per legge ed avvalendosi di autorità terze, possano esser messi nelle condizioni di garantire che ad un account corrisponda un nome ed un cognome di una persona reale, eventualmente rintracciabile in caso di violazioni di legge. E chiediamo che trasparenza e garanzia della fonte possano valere per tutti”.

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