Apprendistato professionalizzante: vantaggi per il datore di lavoro e per l’apprendista

Assumere un'apprendista ha notevoli vantaggi sia per le aziende in termini di limitazione dei costi del personale sia per i giovani dai 18 ai 29 anni compiuti

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia Consulenti del lavoro

In questi ultimi anni segnati da continue modifiche e novità nell’ambito della normativa sui contratti di lavoro, l’apprendistato professionalizzante è da considerarsi un’opportunità sia per le aziende in termini di limitazione dei costi del personale sia per i giovani dai 18 ai 29 anni compiuti che possono entrare nel mercato del lavoro e crescere con una formazione costante e specifica.

Premesso che la durata dell’apprendistato è pari a un massimo di 36 mesi (salvo per le professioni artigiane per le quali la formazione può estendersi fino a 5 anni) e varia in base al contratto collettivo nazionale applicato, al livello da conseguire nonché al livello di istruzione acquisito, vediamo di seguito quali sono i vantaggi per il datore di lavoro e per l’apprendista.

In primis, la contrattazione collettiva prevede l’applicazione di un inquadramento di uno o due livelli inferiori rispetto al livello finale con conseguente risparmio economico per il datore di lavoro.

Per quanto riguarda la contribuzione previdenziale a carico azienda, all’apprendistato si applica un regime agevolato che prevede un’aliquota contributiva pari al 10%. Per le aziende fino a nove addetti è prevista una ulteriore riduzione: per i primi 12 mesi si applica un’aliquota pari all’1,50%, dal 13° al 24° mese al 3% e oltre il 24° mese al 10%.

In entrambi i casi devono aggiungersi i contributi pari all’1,31% per il finanziamento della NASPI e allo 0,30% per i fondi interprofessionali.

Inoltre, in caso di conferma dell’apprendista al termine del periodo di formazione spettano ulteriori 12 mesi di agevolazione contributiva con un’aliquota a carico azienda pari all’11,61%.

Ulteriore beneficio è l’esclusione dell’apprendista, in linea generale, dal computo dei limiti numerici di legge e di contratto in merito all’applicazione di specifiche normative o istituti.

Infine, le spese sostenute per gli apprendisti non rientrano nella base imponibile ai fini del calcolo dell’IRAP.

I vantaggi non sono solo per il datore di lavoro, ma anche per l’apprendista che con questo tipo di contratto ha la possibilità di formarsi professionalmente e contemporaneamente percepire una retribuzione e godere delle tutele minime previste per i lavoratori a tempo indeterminato (salvo specifica disciplina del CCNL di riferimento).

In particolare, ha il diritto e il dovere di partecipare alla formazione di base e trasversale e alla formazione professionalizzante secondo quanto disposto dal PFI (piano formativo individuale).

Mentre la prima tipologia di formazione (120 ore nel triennio), fornita generalmente da un’agenzia formativa accreditata, è finalizzata all’acquisizione delle competenze di base e generali indipendentemente dal settore di attività, la seconda (di durata variabile in base al CCNL di riferimento) è svolta direttamente in azienda oppure tramite corsi esterni secondo gli obiettivi e le competenze professionali specifiche inserite nel PFI.

Claudia Garretta

Consulente del Lavoro

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro Pavia

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia Consulenti del lavoro L’associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia nasce nel 2015 grazie ad alcuni giovani professionisti che operano nel campo giuslavoristico e dell’amministrazione del personale, affiancando le azienda in ogni processo decisionale riguardo la gestione delle risorse umane.

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