Apprendistato e formazione obbligatoria

L'assunzione con contratto di apprendistato prevede obbligatoriamente anche una parte di formazione, vediamo come

Associazione Giovani Consulenti del Lavoro di Pavia

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Fra le diverse tipologie contrattuali per l’assunzione di un giovane lavoratore, l’apprendistato è scelto dalle aziende per il risparmio in termini di costo del lavoro, ma spesso viene sottovalutato l’obbligo di formazione dell’apprendista.

Il contratto di apprendistato è, infatti, un contratto a tempo indeterminato caratterizzato da un periodo formativo obbligatorio durante il quale il lavoratore deve acquisire competenze di varia natura legate alla qualifica professionale che andrà a conseguire.

Tali competenze si distinguono in competenze di base, trasversali e di natura tecnico – specialistica al fine di conoscere le metodologie, gli strumenti, i prodotti o i servizi del settore di appartenenza.

La durata e le modalità di erogazione della formazione sono stabilite dagli accordi interconfederali e dalla contrattazione collettiva di riferimento in base alla qualifica finale dell’apprendista.

Un importante ruolo è attribuito al tutor aziendale che, in qualità di responsabile della formazione, deve affiancare l’apprendista nel percorso formativo. La mancanza o l’inidoneità del tutor con riflessi negativi sull’apprendimento professionale rilevano una violazione sostanziale punita con una sanzione da 100 euro a 600 euro.

La formazione può essere svolta internamente, purché l’azienda abbia “capacità formativa”, esternamente tramite corsi promossi da enti preposti o in modalità mista.

In caso di formazione interna, se tale capacità formativa risulta non idonea sia in termini di mezzi e strumenti sia di competenze, la formazione non è valida e viene considerata come non effettuata.

Laddove il datore di lavoro si renda responsabile per la mancata formazione, il rapporto di apprendistato viene disconosciuto e, in base all’art. 47 del D.lgs. n. 81/2015, è dovuto il pagamento della differenza tra la contribuzione previdenziale versata in misura agevolata e quella “piena” dovuta, calcolata sul livello di inquadramento finale e maggiorata del 100%.

Tuttavia, se l’inadempimento del datore di lavoro è accertato in caso di ispezione, ma il rapporto è ancora in essere, è possibile sanare la violazione entro un congruo periodo secondo le disposizioni emanate dagli Organi ispettivi.

In particolare, nel caso di apprendistato della durata di 36 mesi, se la violazione è accertata nel primo anno, l’ispettore dovrà impartire al datore di lavoro la disposizione per il recupero delle ore non effettuate, nel secondo anno la disposizione verrà emanata solo se la formazione è stata svolta per almeno il 40% considerando quanto già effettuato nel primo anno e le ore previste per il secondo, nel terzo anno la % di cui sopra sale al 60%.

Se il datore di lavoro non dovesse adempiere, sono previste sanzioni per un importo che va dai 515,00 euro ai 2.580,00 euro e la trasformazione dell’apprendistato in rapporto a tempo indeterminato sin dall’origine con il pagamento delle differenze retributive dovute rispetto al livello finale previsto.

A cura di Claudia Garretta
Consulente del Lavoro 

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