Ape Volontario: destinatari e requisiti per l’accesso alla pensione anticipata

La legge di Bilancio 2017 ha introdotto la possibilità di accesso anticipato alla pensione se in possesso di alcuni requisiti, vediamo quali

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La Legge n. 232/16, legge di Bilancio 2017 ha introdotto una forma pensionistica  destinata a coloro abbiano compiuto 63 anni ma non siano ancora in possesso dell’età per la pensione di vecchiaia.  Il contribuente in possesso dei requisiti riceverà un finanziamento da parte dello stato fino al raggiungimento dell’età di 66 anni e 7 mesi quando maturerà il diritto alla pensione di vecchiaia. A tale finanziamento potrà aggiungersene uno supplementare per raggiungere l’età per la pensione di vecchiaia, che nel 2019 salirà a 67 anni.

Il contribuente restituirà il prestito una volta raggiunti i requisiti per la pensione di vecchiaia. A partire dalla prima rata di pensione pensione ricevuta dopo il raggiungimento dei 66 anni e 7 mesi (67 dal 2019), il pensionato si vedrà trattenuta una quota relativa agli interessi finanziari del prestito e una relativa al premio di assicurazione contro il rischio di premorienza.

Dal 1° maggio 2017 è possibile presentare la richiesta per l’ape volontario. La legge di Bilancio 2018 ha prorogato la scadenza del termine per presentare la domanda al 31 dicembre 2019.

Il cittadino deve presentare 3 domande per accedere all’ Ape: la prima domanda deve essere presentata online sul portale dell’Inps o tramite patronato e ha lo scopo di certificare il diritto alla pensione anticipata; la seconda e la terza domanda, cioè quella per il diritto all’Ape e quella per il diritto alla pensione di vecchiaia, devono essere fatte contemporaneamente.

L’esito dell’accesso al finanziamento rimane condizionato dalla prima  domanda. L’Inps entro 60 giorni darà una risposta di rigetto o di conferma con la data di maturazione del requisito. Dal giorno successivo a tale data il contribuente potrà presentare la seconda e la terza domanda.

L’Ape volontario può essere richiesto da dipendenti pubblici e privati, da artigiani, commercianti, da lavoratori parasubordinati iscritti alla gestione separata, che abbiano compiuto 63 anni di età, abbiano maturato 20 anni di contribuzione, e con importo della pensione di vecchiaia, al netto della rata del prestito Ape richiesto, non inferiore a 710,38 euro. L’anticipo pensionistico non può essere richiesto da chi è già titolare di una pensione diretta da lavoro. Possono invece richiederlo coloro che sono titolari di una pensione indiretta, come ad esempio la pensione di reversibilità del coniuge.

L’importo minimo è di 150 euro. L’importo massimo varia in base all’importo della pensione di vecchiaia calcolata alla data della domanda d Ape, in base alle seguenti percentuali: – 75% dell’importo della pensione mensile, se la durata dell’erogazione mensile dell’Ape è superiore a 36 mesi; –  80% se la durata dell’erogazione e tra i 24 e i 36 mesi; – 85% se la durata dell’erogazione è tra i 12 e i 24 mesi; – 90% se la durata dell’erogazione è inferiore a 12 mesi.

Ad aprile l’INPS ha reso noto che sono 1.736 le domande di APE volontario presentate attraverso il servizio on-line disponibile sul sito dell’Istituto Previdenziale.

Un’altra possibilità di uscita anticipata dal mondo del lavoro è la possibilità di programmare il nostro futuro pensionistico, un valido strumento potrebbe essere “RITA” acronimo di Rendita Integrativa Transitoria Anticipata.

A cura di Vittorio Dellabianca
Consulente del Lavoro
Associazione Giovani Consulenti del Lavoro Pavia

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