Accordi prematrimoniali: quali vantaggi

La legge Cirinnà e i contratti di convivenza come anticipo di futuri accordi prematrimoniali

Francesca Andreoli

Francesca Andreoli Avvocato

Casa coniugale e separazione in corso. Come si gestisce il patrimonio immobiliare in questi casi?

L’auspicio è una gestione dettata dal buon senso, che però, non sempre riesce, con la naturale conseguenza di (corsi e) ricorsi dinnanzi al Tribunale, che viene così gravato di un numero altissimo di cause da dirimere.

La soluzione potrebbe allora essere, secondo il Consiglio Nazionale del Notariato, quella di istituire anche in Italia la possibilità di ricorrere agli accordi prematrimoniali, attraverso i quali disporre del patrimonio in caso di crisi.

Tuttavia, un istituto che disciplini gli accordi prematrimoniali non esiste, poiché l’accordo prematrimoniale non è previsto dal nostro ordinamento, sebbene potrebbe avere un determinante ruolo deflazionistico del contenzioso giudiziario,  proprio perché le conseguenze patrimoniali di una eventuale crisi familiare verrebbero regolate in una  fase anteriore al sorgere della crisi stessa, attraverso un atto programmatico.

Oggi, in assenza di accordi prematrimoniali, esiste la possibilità di scegliere il regime della comunione o della separazione dei beni.

Se gli sposi optano per la separazione dei beni, in sede di divorzio, qualsiasi bene posseduto prima o durante il matrimonio, non diventerà di proprietà di entrambi i coniugi, anche se questi hanno comunque la possibilità di avere beni in comune: è il caso di un acquisto di un bene dopo il matrimonio.

La comunione, anche in caso di divorzio, riguarda i beni che sono stati acquistati dai coniugi durante il matrimonio; in altre parole, questi beni appartengono ad entrambi nella stessa misura.

Nell’ambito delle unioni civili, come introdotte dalla Legge 76/2016, si opera un sostanziale rinvio alle norme in materia di matrimonio. Peculiare è, poi, il caso dei contratti di convivenza, ugualmente disciplinati dalla legge Cirinnà. Si tratta di accordi con cui la coppia definisce le regole della propria convivenza, attraverso la regolamentazione dei rapporti patrimoniali della stessa ed alcuni limitati aspetti dei rapporti personali (ad es. la designazione dell’amministratore di sostegno).

In tale fattispecie, nel momento in cui subentra la crisi familiare,  è possibile stipulare un contratto di mutuo dissenso con cui le parti contraenti convengono di ripristinare lo status quo precedente alla convivenza. Anche in caso di scioglimento della convivenza, quindi, ci si rimette ad accordi privati.

La necessità di un istituto quale quello degli accordi prematrimoniali diventa quindi di centrale importanza.

a cura di Francesca Andreoli, Avvocato

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